Sogepu si costituirà parte civile nell’udienza preliminare fissata per il prossimo 10 settembre dalla Procura della Repubblica di Perugia nell’ambito del procedimento giudiziario che coinvolge gli ex amministratori unici dell’azienda tifernate e di Sogeco, mentre il comune di Città di Castello ha incaricato un legale di valutare quali altre azioni intraprendere. Lo ha annunciato il sindaco Luca Secondi durante il consiglio comunale che si è tenuto nel tardo pomeriggio di ieri. La seduta era stata convocata su iniziativa di alcuni gruppi di minoranza, che avevano presentato tre ordini del giorno proprio per richiedere la costituzione di parte civile del comune e di Sogepu. A illustrare i documenti sono state Luciana Bassini di Gruppo Misto – Azione, Emanuela Arcaleni di Castello Cambia e Elda Rossi di FdI.
Il sindaco Secondi ha chiesto al consiglio di confluire in un testo unitario “che prenda atto del fatto che sia Sogepu che il comune di Città di Castello hanno già ottemperato a quanto richiesto dagli ordini del giorno presentati. Se invece la volontà di taluni esponenti della minoranza – ha precisato – è quella di strumentalizzare la vicenda giudiziaria che riguarda Sogepu e Sogeco per contestare le scelte politiche sulla gestione dei rifiuti che sono state compiute nel tempo, allora le nostre posizioni politiche non potranno che restare distanti. Bisogna ricordare, infatti, che quelle scelte hanno permesso di vincere una gara pubblica per la gestione integrata dei rifiuti in Alta Umbria, di stabilizzare il personale e di realizzare l’impiantistica nel Polo di Belladanza, sulla quale attualmente si regge l’intero sistema dei rifiuti regionale”
Il documento finale messo a punto da sindaco e capigruppo, tra l’altro, “prende atto che il comune di Città di Castello ha dato mandato a un proprio legale di valutare se sussistano i presupposti per procedere con la richiesta di costituzione di parte civile nel procedimento in corso” e che “la società partecipata Sogepu, a seguito del mandato ricevuto dai soci, ha assunto la determinazione di procedere con la richiesta di costituzione di parte civile”.
Nonostante il voto unanime, dalla minoranza sono arrivate forti critiche. Per Arcaleni “questa maggioranza ancora è incerta, cincischia, tanto da ridursi a chiedere un parere legale dopo l’invio dei nostri atti a metà agosto. Siamo a una settimana dalla data dell’udienza preliminare sul rinvio a giudizio e il sindaco prende tempo perché non è ancora in possesso del parere legale. Certo – ha sottolineato la consigliera di Castello Cambia – vedere in aula Sindaco e maggioranza senza uno straccio di documento unitario, per poi piegarsi a votare quello delle opposizioni pur di non perdere la faccia, senza aver ancora preso una definitiva decisione nel merito, la dice lunga sulla difficoltà in cui si trova l’attuale amministrazione, schiacciata tra il dover spiegare i motivi dell’inefficacia dei controlli sull’operato dell’ex amministratore e chi ancora ne difende l’operato ritenendo condivisibili le scelte politico-amministrative fatte negli ultimi 11 anni”.
Anche per i gruppi consiliari Fratelli d’Italia, Forza Italia e Civica Marinelli “è un dato di fatto che l’amministrazione si sia mossa solo dopo la presentazione da parte delle opposizioni della richiesta di convocazione di un consiglio comunale straordinario”. Secondo gli esponenti del centrodestra “è innegabile come le scelte fatte da questa e dalle precedenti amministrazioni di centro-sinistra, abbiano determinato la riduzione del potere decisionale di Sogepu all’interno di Sogeco, limitando, a discapito dell’interesse dei cittadini, la capacità di indirizzo da parte di tutti i Comuni interessati”.
Pieno sostegno all’operato del sindaco è stato invece espresso dal segretario del PD tifernate Ceccagnoli: “L’approvazione del documento rappresenta un chiaro segnale di una scelta condivisa che rafforza la fiducia nell’azione dell’amministrazione e ribadisce la ferma volontà di agire nell’esclusivo interesse della comunità, garantendo la massima trasparenza e il senso di responsabilità, nel rispetto dell’azione della magistratura”, ha scritto in una nota.





