Sogepu, scontro politico sulle nomine

In poche ore si sono susseguite numerose prese di posizione: il riepilogo

Il tema del rinnovo delle cariche societarie di Sogepu è al centro di un accesso confronto politico che ha visto numerose prese di posizioni da parte di esponenti delle forze tifernati.

A innescare la discussione è stata Casa Democratica, corrente interna al Pd prevalente nel congresso tifernate della scorsa estate: “Prendiamo atto – hanno scritto – di come l’Unione comunale del Partito Democratico, a fronte del fine mandato e del rinnovo delle cariche societarie sia stata estromessa dal confronto e partecipazione circa la situazione in essere, le prospettive aziendali e le nomine nel nuovo CdA e relativi organi di controllo”. Pur riconoscendo che la scelta finale spetta al sindaco, Casa Democratica ha richiamato le regole interne del Pd e chiesto che su Sogepu prevalgano trasparenza, interesse pubblico e discontinuità, anche alla luce della situazione economica della società e delle vicende giudiziarie che l’hanno coinvolta.

La presa di posizione di Casa Democratica è stato lo spunto per l’intervento del movimento Uniti per Cdc. Il coordinatore Marco Mearelli ha letto il comunicato come il segnale di una divisione nel partito di maggioranza: “Anche se i Consiglieri di maggioranza seguiranno la linea del Sindaco, è evidente che la base del partito sia in pieno disaccordo”, scrive, sottolineando come occorra “assoluta trasparenza” e come sia “necessario analizzare gli errori del recente passato, ma ancor più preoccuparsi di dare un futuro ad una partecipata fondamentale per il nostro territorio, tutelando i lavoratori e rilanciando un piano industriale fattibile, che distribuisca servizi adeguati e ricchezza non solo agli amministratori ma ai cittadini. Affinché ciò avvenga – chiosa Mearelli – occorre scegliere persone competenti e preparate lasciando da una parte le appartenenze politiche e di comodo”.

Per la minoranza di centrodestra “ora la crisi è politica”. Per i consiglieri Elda Rossi, Riccardo Leveque, Tommaso Campagni, Valerio Mancini, Andrea Lignani Marchesani e Roberto Marinelli, il comunicato di Casa Democratica certifica “divisioni, contraddizioni e logiche che poco hanno a che fare con l’interesse della città. Gli esponenti dell’opposizione hanno quindi annunciato una mozione in consiglio comunale per verificare “se sulla gestione di Sogepu, sulle nomine e sul futuro piano industriale esista ancora una maggioranza politica a sostegno del Sindaco e della Giunta”.

Emanuela Arcaleni di Castello Cambia ha rivendicato il lavoro svolto negli anni dal proprio gruppo sulle criticità di Sogepu, parlando di battaglie condotte in solitudine e accusando la destra di muoversi ora in chiave elettorale. Nel merito, Arcaleni ha rilanciato la richiesta che il nuovo piano d’impresa venga discusso in consiglio comunale, ribadendo che “a Sogepu servono nuove competenze e una linea politica di gestione chiara e trasparente, libera da vincoli esterni e interessi privati”.

Il centrodestra ha replicato respingendo le accuse di silenzio e rivendicando le azioni via via intraprese, fino a contestare ad Arcaleni la candidatura regionale con il Movimento 5 Stelle e il rapporto con il centrosinistra regionale.

A chiudere, almeno per ora, il giro di interventi è stato il segretario comunale del Pd, Michele Ceccagnoli. “Proprio perché riconosciamo la complessità della fase attuale”, ha scritto, “riteniamo necessario ricondurre ogni scelta a criteri di trasparenza, competenza e responsabilità. L’Unione comunale del Pd – ha ricordato – è intervenuta a più riprese per dare risposte chiare e nette alla città, rivendicando la centralità dell’azienda e il valore fondamentale delle sue maestranze”. In merito all’uscita di Casa Democratica, Ceccagnoli ha tenuto a sottolineare “come alcune prese di posizione pubbliche rischino di assumere un carattere eccessivamente autoreferenziale, non pienamente coerente con il percorso collettivo. Ogni scorciatoia comunicativa che prescinda da questo metodo rischia di indebolire il lavoro collettivo e di generare rappresentazioni non corrispondenti alla realtà del partito”, ha scritto.

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