Ginecologia, Pronto soccorso e organici: nuovi interrogativi sulla sanità tifernate

Il PSI chiede chiarimenti sul funzionamento dei servizi, mentre la Lega richiama le segnalazioni dei dirigenti medici e attacca la Regione

Le difficoltà nella copertura degli organici, la continuità dei servizi ospedalieri e il funzionamento dell’assistenza territoriale tornano al centro del confronto politico a Città di Castello. A sollevare interrogativi sulla situazione della sanità altotiberina sono il Partito Socialista Italiano, attraverso il segretario comunale Tommaso Massimilla, e la Lega, con un intervento del segretario tifernate Giorgio Baglioni.

Uno dei nodi più delicati riguarda il reparto di Ginecologia dell’ospedale di Città di Castello. Nel suo comunicato, Baglioni richiama una lettera che sarebbe stata indirizzata ai vertici dell’USL Umbria 1 dal direttore del Dipartimento materno-infantile, Guido Pennoni, e dal direttore della struttura di Ginecologia, Dario Rossetti. I due dirigenti avrebbero segnalato una situazione di forte difficoltà, legata alla carenza di personale medico e alle conseguenti problematiche nel garantire l’assistenza.

Secondo la ricostruzione della Lega, per fronteggiare il rischio di interruzione del servizio l’azienda sanitaria avrebbe fatto ricorso a una procedura d’urgenza per il conferimento di incarichi libero-professionali, aperta anche a medici in pensione fino a 72 anni. Gli incarichi avrebbero carattere temporaneo, con scadenza fissata al 31 dicembre. “Quando si arriva a dover cercare soluzioni straordinarie per garantire la copertura dei turni, è evidente che occorra interrogarsi sulle ragioni che hanno portato a questa situazione e intervenire con una programmazione seria, capace di assicurare personale e continuità assistenziale”, afferma Baglioni, chiedendo alla Regione e all’USL Umbria 1 interventi che vadano oltre le soluzioni provvisorie.

Il tema degli organici è presente anche nell’intervento del PSI tifernate. Nei giorni scorsi il segretario Tommaso Massimilla ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà nella copertura dei turni di medici e infermieri, sulla gestione dei servizi di emergenza-urgenza e sulle condizioni necessarie a garantire il funzionamento dell’ospedale. Una riflessione maturata anche dopo l’aggressione subita da un infermiere del Pronto soccorso nelle scorse settimane.

“La violenza è inaccettabile e va perseguita senza esitazioni”, ha osservato Massimilla, sottolineando però che la sicurezza di chi lavora in ospedale non può essere separata dalla disponibilità di organici adeguati e da un’organizzazione capace di sostenere i carichi di lavoro. Tra le questioni poste dai socialisti figurano anche la situazione della Ginecologia, con l’assenza del primario e le difficoltà nel reclutamento dei medici, e l’organizzazione della nuova Casa della Comunità. In particolare, Massimilla chiede chiarimenti sulla presenza di personale medico e infermieristico, sugli orari di copertura, sul funzionamento della Centrale operativa territoriale e sull’assistenza infermieristica di prossimità.

“Non siamo tra quelli che pensano che tutto vada male, né tra quelli che liquidano ogni investimento con una polemica”, precisa il segretario, che riconosce il valore degli interventi sulle strutture ma richiama la necessità di garantire servizi effettivamente funzionanti. “Una struttura sanitaria non è un edificio: è la capacità di dare risposte, ogni giorno, a chi ha bisogno”.

È proprio la posizione dei socialisti a essere ripresa dalla Lega, che ne evidenzia il peso politico. “Il PSI fa parte in Comune della stessa maggioranza che governa la Regione. Un elemento che rende ancora più evidente la necessità di affrontare concretamente i problemi della sanità dell’Altotevere.”, sostiene Baglioni.

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