Dopo un 2015 che ha segnato un dato estremamente positivo, con l’export umbro che ha segnato un tasso di crescita ben superiore alla media nazionale 6,4 contro il 3,8%, anche il primo trimestre del 2016 ha segnato per l’Umbria un dato molto positivo con le esportazioni in crescita del 5,4% a fronte di un dato nazionale che ha segnato una pausa di riflessione (-0,4%). “Tornano a crescere in maniera consistente settori come quello della meccanica (+11,4%) e della metallurgia (+5,2). L’export della provincia di Perugia si è posizionato a 641,6 milioni di euro rispetto ai 625 dell’anno precedente con un incremento del 2,6%, mentre quello della provincia di Terni ha registrato un dato pari a 276,2 milioni rispetto ai 245,6 del primo trimestre del 2015 con un incremento di oltre il 12%. “Anche la destinazione territoriale dei prodotti regionali – continua Paparelli – trova nei dati positivi che provengono dai grandi mercati di sbocco, Europa con la Germania e gli Usa, la conferma che la crescita potrebbe assumere caratteri di tipo strutturale. Certamente le vicende del secondo trimestre con l’aumento delle tensioni internazionali e il referendum inglese sull’uscita dall’euro potrebbero incidere sui dati complessivi. Tuttavia – rileva – le conferme sui partner commerciali più importanti segnano l’acquisizione di un dato strutturale: quello della competitività sul versante della tecnologia incorporata nelle produzione e nella conseguente rispondenza a parametri di qualità, organizzazione e sostenibilità, che sembrano essere un dato acquisito rispetto ai dati che ci consolidano sui mercati di sbocco più importanti”.





