Medioetruria, Arezzo alza il pressing su Rigutino

La localizzazione entrerà nel dossier che il Comune porterà al confronto con Salvini. Il Comitato SAVA attacca la neutralità di Confindustria Toscana Sud

Si intensifica sul versante aretino il pressing per portare la futura stazione Alta Velocità Medioetruria a Rigutino. Mentre il Comune prepara un dossier da sottoporre anche al ministro Matteo Salvini, il Comitato SAVA chiama direttamente in causa il mondo imprenditoriale, contestando la scelta di Confindustria Toscana Sud di non schierarsi su una delle possibili localizzazioni.

Sono due nuove prese di posizione che arrivano mentre il confronto sulla stazione destinata a servire Toscana e Umbria è tornato ad animarsi anche dall’altra parte del confine regionale. Qui, però, il tema posto nelle ultime settimane è differente: il consigliere di opposizione Nilo Arcudi ha chiesto alla Giunta umbra di fare chiarezza sulla propria posizione e di tutelare l’opzione Creti nel confronto sulla localizzazione.

Tanti: “L’Alta Velocità serve e serve a Rigutino”

Ad Arezzo la posizione dell’assessore comunale Lucia Tanti è invece esplicita: “L’Alta Velocità serve e serve a Rigutino”.

Tanti annuncia che la localizzazione della futura stazione entrerà nel cosiddetto “dossier Arezzo” che l’amministrazione comunale sta predisponendo per il confronto con le altre istituzioni e con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’intenzione dichiarata è quella di riportare la questione direttamente all’attenzione di Salvini.

A sostegno della scelta l’assessore richiama soprattutto il peso economico del territorio aretino e, in particolare, del comparto orafo. Secondo i numeri citati da Tanti, il distretto conta 1.084 imprese e circa 8mila addetti diretti, oltre a un indotto che porta il numero complessivo degli occupati ben più in alto. A questo si aggiungono, nel ragionamento dell’amministratrice, le esigenze legate all’università, alla formazione e all’attrazione di professionalità e investimenti.

La stazione viene dunque inserita dal Comune di Arezzo all’interno di una più ampia rivendicazione infrastrutturale ed economica del territorio, con Rigutino indicata senza alternative come localizzazione da sostenere.

SAVA attacca la neutralità di Confindustria

Sul fronte aretino il confronto si è spostato anche all’interno del mondo economico. A provocare la reazione del Comitato Stazione AV Arezzo (SAVA) sono state le dichiarazioni della presidente di Confindustria Toscana Sud, Giordana Giordini.

Giordini ha ribadito pubblicamente la necessità di realizzare Medioetruria, precisando però di non ritenere possibile, nel ruolo di presidente di un’organizzazione che rappresenta più territori, sostenere una specifica localizzazione.

Una posizione che il presidente del SAVA Matteo Galli contesta apertamente. Il Comitato richiama in particolare le iniziative intraprese negli anni dal sistema confindustriale senese nei confronti del Governo sui temi infrastrutturali e sostiene che una presa di posizione a favore degli interessi aretini non sarebbe incompatibile con la rappresentanza del sistema produttivo.

La partita rimane sostanzialmente tra Siena e Arezzo”, afferma Galli, secondo il quale Grosseto non avrebbe un interesse paragonabile a quello degli altri due territori rispetto alla collocazione della stazione.

Da qui la richiesta rivolta direttamente agli industriali aretini. Per il Comitato, “non avere Confindustria dalla nostra parte rappresenta una grave assenza”, tanto da chiedere se le imprese della provincia condividano effettivamente la posizione di neutralità espressa dalla presidente di Confindustria Toscana Sud.

Il dibattito in Umbria e l’Altotevere alla finestra

Il nuovo pressing aretino si inserisce in una fase nella quale anche in Umbria sono tornate le sollecitazioni politiche sul dossier, ma con presupposti differenti.

Il consigliere regionale Nilo Arcudi ha presentato un atto ispettivo con il quale chiede alla Giunta di chiarire quale posizione intenda assumere sulla localizzazione di Medioetruria e, allo stesso tempo, di tutelare l’opzione Creti nel confronto con gli altri territori e con il Governo.

Anche per l’Alta Valle del Tevere, nel frattempo, il confronto resta particolarmente rilevante: la collocazione di Medioetruria si intreccia con il più ampio tema dell’accessibilità ferroviaria del territorio, mentre procedono parallelamente il progetto di ripristino della ex FCU tra Città di Castello e Sansepolcro e il dibattito su un possibile collegamento verso Arezzo. In un quadro nel quale la localizzazione definitiva della futura stazione Alta Velocità resta ancora da stabilire.

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