Ballando in salita. Dieci anni di Vai di Ronda

L’evento nella storica galleria medievale di Anghiari celebra il traguardo con un doppio live e presenze record

Due concerti, otto ore di evento, dieci anni di feste e oltre trecento presenze. Questi i numeri che segnano il successo del Vai di Ronda, la grande festa dell’associazione culturale Mearevolutionae che inaugura il 2026 e raduna grandi e piccoli nella notte dell’Epifania.

L’evento, iniziato nel 2016, prende il nome dalla storica galleria di via di Ronda, che collega la piazzetta Edmondo De Amicis con le alte mura di Anghiari, raggiungibili da sotto anche a mezzo di ascensore. La via di Ronda, in origine, rappresentava un antico percorso a nord delle mura cittadine. Grazie anche a consolidamenti successivi alla sua costruzione, è stata capace di rendere la cinta muraria inespugnabile e ha costituito una solida difesa da ogni tipo di artiglieria in epoche diverse.

La via oggi passa in quello che era il monastero cinquecentesco di Sant’Agostino, che infatti si regge proprio sulle mura. Le origini della chiesa risalgono al XII secolo, cui sono seguite numerose trasformazioni. Con molta probabilità, a fondarla furono gli Ospitalieri di Sant’Antonio Abate, legati all’arcivescovo di Canterbury Thomas Becket (narrato da Geoffrey Chaucer nei suoi celebri Racconti di Canterbury), il quale visitò Anghiari nel 1162. Si distingue all’interno per alcuni stucchi della metà del XVIII secolo e una terracotta policroma di Santi Buglioni.

Altro aspetto chiave della via è il grande torrione che si staglia a metà strada. Semicircolare, edificato nel 1463, ancora oggi è possibile entrarvi per calarsi fino ai piedi della cinta muraria di cui fa parte, per giungere al di sopra del parcheggio della Misericordia. Proprio sulla parte superiore del basamento di questa torre venne realizzato l’abside. L’alta struttura, ben visibile sopra le mura, è stata destinata per un periodo a granaio, in quanto, dall’Ottocento, il convento fu soppresso e trasformato in fattoria. Dall’esterno della fortificazione si possono ancora oggi osservare i merli guelfi delle antiche mura medievali, inglobati da stratificazioni edilizie successive.

Ma oltre ai cenni storici, la galleria medievale è un luogo vivo, attuale e fruito tutt’oggi da cittadini e turisti. Lo stato di decoro del luogo forse potrebbe lasciare a volte a desiderare, ma grazie al contributo di volontari come i soci di Mearevolutionae, una volta all’anno la galleria torna a splendere e a risuonare nell’eco dei suoi antichi fasti.

Proprio nel segno della celebrazione del decennale, l’associazione ha organizzato un’offerta artistica che incrocia passato e presente, con il primo live alle ore 18 di Non solo Tommaso, band altotiberina di musica indie e cantautorale in italiano formata da Tommaso Zazzi, Lucio Cristini, Filippo Carsughi e Matteo Foni.

A seguire, il main event è stato affidato ai Montefiori Cocktail, duo romagnolo pianoforte e sax, che propone una rilettura dei classici del soul, del funk, dell’R&B e di tutta la musica vintage degli anni ’60 e ’70. Proprio loro, per quasi due ore, hanno fatto ballare l’intero pubblico sulla salita davanti al palco, montato di fronte all’uscita della galleria. L’after live è stato curato da Mitla, che ha proposto una selezione basata sui classici dell’hip hop old school e del funk.

Il duo era stato protagonista nella prima edizione di dieci anni fa: “I Montefiori Cocktail sono un ritorno alla prima edizione – spiega la presidente di Mearevolutionae, Sofia Montini – proprio per festeggiare il decimo anniversario, e si sono rivelati una garanzia anche dopo dieci anni. Tommaso, invece, rappresenta il nostro legame con il territorio. Allo stesso tempo, diamo spazio anche a realtà più giovani e nuove che si affacciano sulla scena”.

“Per noi questo è sempre un grande evento annuale, a cui teniamo molto, e va sempre molto bene – spiega sempre Montini –. Anzi, ogni anno è sempre più acclamato in maniera calorosa da chi viene, quindi questo è sicuramente un buon segnale. Anche quest’anno, nonostante la pioggia, il freddo e la fine delle feste – che spesso è vista come il ritorno alla routine lavorativa – il Vai di Ronda dimostra che la voglia di stare insieme e di vivere il centro storico di Anghiari c’è sempre”.

La festa è stata un successo di pubblico da record, con cento tesseramenti e circa trecento partecipanti nel corso di tutto l’evento. Un successo che ha richiesto mesi di pianificazione e una settimana di lavori, come spiega sempre la presidente Montini: “È un progetto molto impegnativo, perché richiede un’organizzazione intensa nei giorni precedenti: tutto l’allestimento, il trasporto del materiale necessario dalla nostra sede fino a qui e poi l’allestimento concreto del posto – luci, impianto audio, bar, insomma tutto ciò che serve è a carico nostro. È impegnativo anche nella giornata stessa, un tour de force di diverse ore, ma soprattutto il giorno dopo, quando tutto viene smontato e sistemato prima di tornare anche ai nostri impegni lavorativi. È una grande fatica, ma ne vale sempre la pena e lo facciamo davvero volentieri”.

L’edizione ha visto anche la partecipazione delle istituzioni, tra cui il sindaco Alessandro Polcri e l’assessora Ilaria Lorenzini. Anghiari, dopo il successo del Capodanno sotto le Logge, si conferma leader degli eventi in queste festività natalizie e non solo.

Un importante contributo è arrivato dalla Pro Loco di Anghiari: “Ci hanno aiutato moltissimo sia per il fattore logistico sia per la realizzazione del piano di sicurezza e per tutte le questioni burocratiche. Tenere viva una via del centro storico significa anche doverla sistemare in modo adeguato per ospitare un evento. L’aspetto della pulizia e dell’allestimento è completamente a carico nostro, quindi è parte integrante dell’impegno che ci assumiamo. Dobbiamo adattare lo spazio all’evento, sistemare un’illuminazione che magari non è delle migliori e spesso intervenire su situazioni al limite. Lo facciamo volentieri per dare il nostro contributo, anche laddove magari il Comune non riesce ad arrivare, cercando di sistemare quello che c’è da sistemare”.

Eventi come questo segnalano come un luogo come la via di Ronda sia un asset storico e artistico, ma anche un bene comune della cittadinanza anghiarese che meriterebbe maggiore attenzione, valorizzazione e soprattutto manutenzione, dalle luci fino all’intonaco di soffitti e pareti.

Il Vai di Ronda saluta le festività natalizie ma inaugura la stagione degli eventi dell’associazione culturale per tutto il 2026, che si svolgeranno prossimamente nella sede di via Motina 84, come spiega sempre la presidente: “Ripartiamo con gli eventi in sede: dobbiamo ancora definire il calendario, ma speriamo di tornare con le consuete jam session, il format che dà spazio a chiunque voglia salire sul palco a suonare. Nel frattempo inizieremo a programmare anche la stagione estiva dei MeaPlayer, che è ormai un cult attesissimo”.

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