B.E.V.I., dai grandi nomi del vino alle produzioni locali: il bilancio dell’edizione 2026

La manifestazione si chiude dopo tre giorni di degustazioni e incontri. Premi ad Antinori e Mascarello e un focus sulla viticoltura valtiberina

Cento cantine provenienti da diverse regioni italiane, le degustazioni nel centro storico, le masterclass dedicate ad alcune importanti produzioni nazionali e uno spazio riservato anche alla viticoltura della Valtiberina. Si è conclusa domenica la seconda edizione di B.E.V.I. – Borgo Eccellenze Vinicole Italiane, che per tre giorni ha portato a Sansepolcro produttori, operatori del settore e appassionati.

La giornata conclusiva si è concentrata al Borgo Palace Hotel, dove erano presenti 100 cantine con almeno tre etichette ciascuna. Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, domenica sono state registrate oltre mille presenze, un numero indicato in crescita rispetto alla prima edizione.

Diversa la formula scelta per il sabato, quando una parte consistente del programma si è spostata nel centro storico. Degustazioni nei locali, abbinamenti tra vini e proposte gastronomiche nei ristoranti, musica e live painting hanno accompagnato gli appuntamenti più specificamente dedicati al settore.

All’Auditorium di Santa Chiara si sono svolte le masterclass guidate dal sommelier Luca Gardini e dal presidente di AIS Toscana Cristiano Cini, con protagonisti vini di Civettaja, Cepparello, Biondi Santi, Mascarello Monprivato, Sandrone Aleste, Le Vigne e Guado al Tasso. Nel corso della giornata sono stati inoltre consegnati i riconoscimenti a Mascarello Giuseppe e Figlio e Marchesi Antinori, già annunciati alla vigilia della manifestazione. Il premio, un’opera in bronzo e argento realizzata da Mauro Benvenuto su disegno di Laura Inghirami, trae ispirazione dalla Pala di Brera di Piero della Francesca.

Accanto alle degustazioni, B.E.V.I. ha riservato uno spazio anche al rapporto tra vino e territorio. Alla Biblioteca comunale Dionisio Roberti il geologo Stefano Farinelli ha affrontato le caratteristiche dei terreni della Valtiberina e della Toscana, mentre un successivo incontro ha messo a confronto Lorenzo Olivoni ed Eugenio Bistarelli sul vinsanto prodotto sui due versanti del territorio.

Un ulteriore confronto è stato dedicato alle prospettive della viticoltura locale, attraverso le esperienze di Simone Dori dell’azienda Aliotti di Caprese Michelangelo, Enrico Bigiarini e Daniele Para di Ombraluce di Pieve Santo Stefano e Nicoletta Saldi per la Cantina Semonte di Gubbio. Un passaggio che ha portato dentro una manifestazione costruita prevalentemente attorno alle produzioni nazionali anche il tema di una possibile crescita del settore nel territorio valtiberino.

Il programma era iniziato venerdì con l’appuntamento gastronomico curato da Alessia Uccellini al Ristorante Fiorentino. Durante il fine settimana una parte della stampa nazionale invitata alla manifestazione ha inoltre partecipato a un percorso attraverso alcuni dei principali luoghi culturali di Sansepolcro, dal Museo Civico all’Oratorio di San Rocco, fino all’Archivio Inghirami e al campanile della Cattedrale.

“Dal Piemonte fino alla Sicilia siamo riusciti di nuovo a portare a Sansepolcro l’eccellenza della produzione vinicola nazionale. L’obiettivo è stato quello di rendere protagonista la nostra città con tante iniziative a cui hanno partecipato aziende, commercianti, ristoratori e wine lovers”, ha dichiarato Tommaso Inghirami, ideatore di B.E.V.I., tracciando il bilancio della seconda edizione.

Conclusa l’edizione 2026, lo sguardo è già rivolto alla prosecuzione della manifestazione. “Presto inizieremo a marciare spediti verso la terza edizione”, ha annunciato Cristiano Cini.

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