Cambio al vertice per la Bcc di Anghiari. Massimo Meozzi: “Parole d’ordine responsabilità e prudenza”

Quasi mille soci presenti. Pecorari: “Un segnale forte di appartenenza”

Sala gremita, bilanci in salute e un passaggio di testimone significativo al comando della Banca di Credito Cooperativo di Anghiari e Stia. Domenica 26 aprile presso il palasport in via Fausto Coppi si è svolta l’assemblea dei soci 2026 della Banca che ha visto numerosi interventi, presentazioni di iniziative e un’alta affluenza, soprattutto da parte dei giovani soci.

A certificare il forte legame con il territorio sono stati i numeri: 979 soci presenti (612 in proprio e 367 per delega), in un appuntamento che ha unito momento istituzionale e confronto diretto con la base sociale. Tantissimi sono stati gli interventi da parte di voci del territorio, che hanno testimoniato come la realtà di quella che un volta era la “cassa rurale”, è ancora legata a doppio filo a questo territorio. “Un’affluenza davvero importante – ha commentato il direttore generale Fabio Pecorari – anche considerando una data non particolarmente favorevole, visto il bel tempo e il weekend di ponte tra la Festa della Liberazione e il 1° maggio. Questo è il segno che nei momenti di cambiamento la comunità tende a compattarsi e a partecipare”.

Un clima caldo nel meteo e in sala, con numerosi interventi spontanei: “Mi ha colpito – ha aggiunto Pecorari – vedere soci salire sul palco anche solo per dire grazie. Non è scontato, davanti a centinaia di persone, ed è il segno di un forte senso di appartenenza”. All’evento ha presenziato anche Alessandro Moretti, direttore della Federazione Toscana delle Banche di Credito Cooperativo. 

Un bilancio che conferma la solidità

L’assemblea ha approvato a larghissima maggioranza il bilancio 2025, che si chiude con un utile di 2,42 milioni di euro. Risorse in gran parte destinate a rafforzare la banca: oltre 2 milioni a riserva legale, mentre una quota va al fondo mutualistico e 270mila euro sono destinati ad attività di beneficenza e sostegno alle attività culturali del territorio.

Uno scenario, quello delineato anche durante l’assemblea, in cui il 2025 ha rappresentato un anno di snodo: le attese di un “atterraggio morbido” dell’economia globale non si sono concretizzate.

“Questo risultato non è solo un numero – ha sottolineato Pecorari – ma la testimonianza concreta della resilienza del nostro modello di business e della fiducia dei 7.362 soci e della comunità. In un contesto internazionale segnato da incertezze geopolitiche, volatilità dei costi energetici e tensioni sui mercati, la nostra Bcc si conferma un punto di stabilità per il territorio”. Che lo si creda o meno, la crisi petrolifera e l’andamento altalenante dei mercati segnano anche la vita di provincia.

Meozzi alla guida della banca

L’assemblea ha sancito anche il rinnovo delle cariche sociali, eleggendo Massimo Meozzi, commercialista di 52 anni, come nuovo presidente del Consiglio di amministrazione.

“Accolgo questo incarico con emozione e senso di responsabilità – ha dichiarato Meozzi –. Il mio legame con la banca dura da oltre vent’anni. In questo tempo l’istituto è cresciuto affrontando sfide importanti senza perdere la propria missione: essere il motore del territorio».

Nelle parole del neo presidente emerge una linea di continuità con i valori del credito cooperativo, ma con attenzione al futuro: rafforzamento della solidità, capacità di adattamento ai cambiamenti e attenzione alle nuove generazioni, considerate la base della banca di domani.

Un profilo, quello di Meozzi, che secondo il direttore Pecorari “unisce esperienza e visione, qualità necessarie per affrontare le trasformazioni in atto, a partire da quelle tecnologiche e organizzative”. Nel nuovo Consiglio entra anche Livio Sassolini, mentre tra i consiglieri è stato confermato l’ex vicepresidente Nilo Venturini, che nelle ultime settimane aveva guidato il Cda dopo le dimissioni dell’ex presidente.

Meozzi con il direttore Fabio Pecorari
Meozzi con il direttore Fabio Pecorari
Il peso dell’eredità e il rumore dell’assenza

Il passaggio di consegne arriva dopo i 18 anni di presidenza di Paolo Sestini, originario di Stia e figura centrale nella storia recente dell’istituto. Un’eredità importante, richiamata più volte nel corso dell’assemblea.

Venturini ha rivolto un ringraziamento dal pulpito: “Sestini ha dedicato competenze, energie e passione a un istituto che difende il territorio”. Parole accompagnate da un lungo applauso della platea. Un riconoscimento che si è comunque intrecciato con un’assenza notata tra il pubblico. Pecorari ha ricordato il lungo percorso condiviso con l’ex presidente: “Abbiamo lavorato insieme per 18 anni in piena armonia. Poi, come accade, alcune scelte hanno portato a percorsi diversi”. Un passaggio che ha segnato il cambio di fase, senza intaccare il valore dell’esperienza maturata.

Identità cooperativa e radicamento territoriale

Ad aprire i lavori era stato il vicepresidente Nilo Venturini, che ha richiamato il valore della cooperazione citando papa Paolo VI: “Lo sviluppo è l’altro nome della pace”. Un principio che trova applicazione concreta nell’azione delle Bcc, definite “le banche del presente”, capaci di sostenere l’economia reale, le famiglie e la comunità.

Un modello che, come ricordato durante l’assemblea, contribuisce anche a ridurre le disuguaglianze e a generare benessere diffuso, mantenendo un forte radicamento territoriale. La banca, infatti, conta oggi 14 filiali tra Arezzo e Perugia ed è parte del gruppo Iccrea, che riunisce 111 banche di credito cooperativo in tutta Italia.

I 120 anni raccontati dalle imprese

Nel corso della giornata è stato presentato anche il progetto editoriale per i 120 anni della banca: una collana di cinque volumi fotografici dedicata alle imprese del territorio. Un racconto corale, come emerso dagli interventi, con testi di Andrea Merendelli e foto di Giovanni Santi, che mette al centro non l’istituto ma le persone e le realtà imprenditoriali che ne hanno accompagnato la crescita.

Le attività culturali

Da sempre, la Bcc non è solo fonte di impresa ma anche di cultura. Questo processo è culminato lo scorso anno con l’apertura del Museo Pietro Annigoni presso Villa Gennaioli, con una collezione di 120 tra opere, diari e strumenti del grande Pittore delle Regine, situato in via Nova 38. Oggi la Villa è entrata a far parte della rete dei musei anghiaresi, progetto che vede la partecipazione, oltre che della Bcc e del Comune, anche dei rappresentanti dei musei locali e la consulenza tecnica del direttore del Museo Taglieschi Marco Musmeci

Uno sguardo al futuro

Tra solidità dei conti, partecipazione dei soci e rinnovamento della governance, l’assemblea 2026 consegna l’immagine di una banca in salute, chiamata però a confrontarsi con sfide complesse. Alla domanda su come rassicurare i risparmiatori e farli tornare ad investire i propri capitali, il neo eletto presidente ha risposto: “La parola chiave resta prudenza”. Meozzi ha indicato la necessità di affrontare i mercati con equilibrio e responsabilità.

In un contesto incerto, il messaggio che arriva da Anghiari è chiaro: rafforzare le basi, restare ancorati al territorio e prepararsi al cambiamento.

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