Più di 250 opere originali per attraversare una carriera che ha accompagnato generazioni diverse di lettori. Ha aperto a Palazzo Facchinetti, nel centro storico di Città di Castello, “100% Silvia Ziche”, la mostra con cui Tiferno Comics dedica la propria edizione 2026 a una delle firme più riconoscibili del fumetto italiano.
Dalle tavole realizzate per Disney ai personaggi femminili che hanno segnato la sua produzione, l’esposizione prova a restituire non soltanto l’evoluzione del tratto di Ziche, ma soprattutto il suo modo di osservare ciò che la circonda. Relazioni, emozioni, contraddizioni e piccoli paradossi quotidiani diventano materiale da trasformare in disegno attraverso un umorismo che ha attraversato gli anni senza perdere il rapporto con il presente.
È proprio questo legame tra il lavoro di una vita e chi lo ha letto a emergere dalle parole della disegnatrice durante l’inaugurazione. “Devo ringraziare tutti di essere qui, sono onorata e felice. Sono commossa”, ha detto Ziche. Ma il significato che attribuisce alla mostra va oltre l’omaggio alla carriera: “Per me questo è un premio: essere qui è come capire, prendere atto, che ho lavorato per qualcuno”.



L’umorismo e quel “presente permanente”
A offrire una delle chiavi di lettura più interessanti dell’esposizione è stato Vincenzo Mollica, direttore artistico onorario di Tiferno Comics, intervenuto attraverso un contributo video. Il giornalista ha individuato proprio nell’umorismo uno degli elementi distintivi del lavoro di Ziche: “Ha un talento sorprendente, fatto di arte, passione e curiosità. Nel suo talento riesce anche a fare ballare la cosa più difficile da maneggiare, che è l’umorismo”.
Una comicità costruita attraverso un segno che Mollica definisce “mai caricaturale”, capace soprattutto di mantenere le storie contemporanee a chi le incontra. Le opere di Ziche, nella sua lettura, “vivono in un presente permanente”.
È un’espressione che aiuta a leggere anche il percorso allestito a Palazzo Facchinetti. Perché i lavori esposti appartengono a momenti diversi di una produzione molto ampia, ma mostrano una continuità nello sguardo rivolto alle persone e alle loro relazioni. Cambiano personaggi e contesti, mentre rimane la capacità di utilizzare l’ironia per rendere immediatamente riconoscibili situazioni, debolezze e contraddizioni.
Lo stesso rapporto con il sorriso è tornato nelle parole dell’autrice. “L’idea di far sorridere, di far nascere un sorriso in qualcuno, forse, può dare anche la forza di vivere meglio”, ha osservato Ziche. “Spero che le cose belle ci diano la forza per affrontare anche quelle più brutte”.



Petruccioli: “Da lettrice a curatrice”
C’è anche un passaggio generazionale dietro la costruzione di “100% Silvia Ziche”. A curare la mostra è Rita Petruccioli, che durante la presentazione ha ricordato di essere stata prima di tutto una delle giovani lettrici cresciute con le storie dell’autrice.
“Io sono una di quelle bambine che ha avuto la fortuna di crescere e iniziare a leggere le prime storie a fumetti proprio leggendo Silvia Ziche su Topolino”, ha raccontato Petruccioli, definendo un “grandissimo onore” essersi trovata anni dopo a curarne l’esposizione.
Un elemento ripreso anche dal direttore artistico Riccardo Corbò. Ridurre Ziche all’autrice incontrata da una generazione sulle pagine di Topolino, secondo Corbò, significherebbe infatti perdere una parte importante del suo percorso: “Silvia Ziche non è soltanto l’artista della nostra infanzia”, ha osservato, sottolineandone la capacità di continuare a raccontare il presente e di rinnovare il proprio linguaggio.
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Tiferno Comics e il rapporto con la città
L’apertura della mostra è stata preceduta dalla presentazione nella Sala degli Specchi di Palazzo Bufalini, alla presenza, oltre che dell’autrice, della curatrice e della direzione artistica, del presidente dell’Associazione Amici del Fumetto Giulio Pasqui e dei rappresentanti delle istituzioni.
Pasqui ha ricondotto l’edizione 2026 a un progetto che punta progressivamente ad allargare il rapporto tra Tiferno Comics e la Valtiberina umbro-toscana, utilizzando il fumetto anche come strumento per raccontare il territorio e coinvolgendo nel tempo altre realtà della vallata. Nel suo intervento ha ricordato anche Francesco Guccini, recentemente scomparso e in passato ospite della manifestazione.
Il sindaco Luca Secondi ha invece richiamato i 24 anni di storia di Tiferno Comics, sottolineando la capacità della manifestazione di modificare nel tempo la propria formula mantenendo un legame con la città. Alla presentazione sono intervenute anche l’assessore alla Cultura Michela Botteghi e la consigliera regionale Letizia Michelini.
Dalla Sala degli Specchi l’inaugurazione si è poi spostata a Palazzo Facchinetti, dove il taglio del nastro ha aperto al pubblico il percorso costruito attorno agli oltre 250 originali.
“100% Silvia Ziche” resterà visitabile fino al 1° novembre, accompagnando la nuova formula di Tiferno Comics 2026. Un’occasione per osservare da vicino il lavoro che precede la pagina stampata e, tavola dopo tavola, ritrovare personaggi e storie appartenenti a stagioni differenti della carriera di Ziche. Con quel filo comune individuato da Mollica: un umorismo capace di rimanere ancorato al proprio tempo anche mentre gli anni, e i lettori, cambiano.





