Nuove radici in Valtiberina: “La Forestiera” e l’arte di raccontare il presente

Il collettivo di scrittori e artisti ha presentato il Numero 2 della fanzine intitolato “Gioco”, dedicato al valore dell’attività ludica come pratica creativa e umana.

“Maturità dell’uomo significa avere ritrovato la serietà che si metteva nel gioco da bambini”, scriveva il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche nel suo libro Al di là del bene e del male. È da questa riflessione che prende spunto il nuovo numero de La Forestiera, rivista indipendente nata in Valtiberina dall’iniziativa di un collettivo di persone “straniere” che hanno deciso di mettere radici in questo piccolo angolo di mondo.

Venerdì 7 novembre la redazione, da sempre schiva verso le apparizioni dal vivo, ha deciso di presentarsi pubblicamente con volti, nomi e voci alla comunità, in un incontro carico di interesse e partecipazione presso la Biblioteca Comunale “Dioniso Roberti” di Sansepolcro.

Nel corso della serata, Marta Meroni, ideatrice del progetto, ha raccontato la sua esperienza di “forestiera” che si è trovata a spostarsi dalla Lombardia fino a Sansepolcro. Il racconto personale si è intrecciato con quello collettivo, reso possibile dalla collaborazione e dall’amicizia di molte persone che, come lei, hanno condiviso un percorso di “immigrazione” verso la valle, ma anche di tanti nati in Valtiberina che, per una ragione o per un’altra, sono andati a vivere altrove e sono tornati con uno sguardo nuovo. L’incontro è stato moderato dal bibliotecario Alessio Duranti.

La Forestiera si inserisce nel vivace panorama delle riviste indipendenti italiane, contribuendo a ridare centralità alla parola scritta, all’arte e all’autoproduzione. Con un approccio sperimentale e comunitario, il collettivo si propone di creare uno spazio di riflessione e di incontro tra chi abita la valle e chi vi approda da altrove, intrecciando sguardi, linguaggi e forme espressive diverse. La scelta del formato cartaceo risponde a un’idea precisa: diffondere la rivista come oggetto vivo, da scoprire e condividere, una sorta di “volantino culturale” che circola per le mani e le strade della valle.

L’incontro è stato solo il primo di un dittico. Sabato 8 novembre, alle ore 10, nell’Auditorium “Pietro Mascagni” di Anghiari, il collettivo ha tenuto un laboratorio di scrittura e autoproduzione di fanzine. Il workshop, completamente gratuito e molto partecipato, ha visto anche la presenza dell’assessore Ilaria Lorenzini. Il laboratorio ha offerto ai partecipanti la possibilità di sperimentare in prima persona le tecniche di autoproduzione e di riflettere sul significato di fare editoria indipendente oggi.

La fanzine è un piccolo prodotto cartaceo simile a un pamphlet, realizzabile a partire da un semplice foglio di carta o cartoncino, il quale, debitamente ripiegato, permette di ottenere un libretto di poche pagine. Le sue origini sono incerte; tuttavia, se ne può trovare traccia già nei gruppi letterari statunitensi del XIX secolo, che a un certo punto si riunirono nell’Amateur Press Association per pubblicare, tramite stampa amatoriale, raccolte di racconti, poesie e saggi. Il nome deriva dall’unione delle parole “fan” (appassionato) e “magazine” (rivista): questo perché le fanzine sono storicamente collegate alle subculture i cui membri volevano raccontare con la scrittura o le immagini. Le fanzine sono state, infatti, anche un fortunato formato di stampa underground, utile alla diffusione dei movimenti culturali, grazie alla loro facile riproducibilità tecnica e al basso costo di produzione.

“Il numero 2 della Forestiera si costruisce intorno al tema del gioco, a partire dallo spunto della Scampanata che quest’anno si è svolta a maggio proprio qui ad Anghiari – spiega Meroni –. Abbiamo cercato di ragionare insieme su cosa significa giocare: giocare qui, giocare altrove, giocare insieme e giocare da soli. Abbiamo creato un numero che porta dentro i nostri punti di vista diversi. Il prodotto-rivista si sta ampliando, si sono aggiunti nuovi contributi e la veste grafica si sta trasformando, mantenendo il suo formato e la caratteristica sagoma della Valtiberina.”

“Al collettivo si è aggiunto anche Libero, che si è unito a noi dal Casentino – contina la fondatrice –. Inoltre, abbiamo già deciso quale sarà il tema del prossimo numero: Sigarette, in cui affronteremo il rapporto collettivo e personale della valle con il mondo del tabacco.”

Oggi La Forestiera, nata come prodotto fisico ecartaceo, approda anche sui social: un nuovo spazio per chi si sente un po’ forestiero e cerca la propria voce, una patria simbolica, aperta e condivisa.

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