Sedici giorni di musica tra Umbria e Toscana, undici comuni coinvolti e un percorso attraverso tre secoli di cultura musicale tedesca. È il programma della 59ª edizione del Festival delle Nazioni, in calendario dal 27 agosto all’11 settembre, presentato questa mattina a Città di Castello.
Dopo la Francia, protagonista dell’edizione 2025, il Festival guarda quest’anno alla Germania e ai Paesi di lingua germanica, proseguendo il percorso triennale che si concluderà nel 2027 con una celebrazione dedicata all’Europa, in occasione della sessantesima edizione della manifestazione.
Il filo conduttore musicale partirà da Johann Sebastian Bach e attraverserà alcune delle figure centrali della tradizione mitteleuropea, da Haydn e Mozart a Beethoven, Schubert, Brahms e Mahler, fino a Schönberg, Kurt Weill ed Erich Wolfgang Korngold.
Artista in residenza sarà il pianista Ramin Bahrami, protagonista del concerto inaugurale Beethoven al Chiaro di Luna, in programma il 27 agosto nella chiesa di San Domenico a Città di Castello. Bahrami tornerà poi l’8 settembre con Metti una sera a Sanssouci, progetto ispirato all’incontro tra Bach e Federico il Grande, e l’11 settembre per la prima assoluta di Bach Dance Concert in door, realizzata insieme alla Compagnia Zappalà Danza al Teatro degli Illuminati.
A Città di Castello il cartellone ospiterà anche il Trio d’Archi di Salisburgo, Tamás Érdi, la Wiener Kammersymphonie, il Bavarian Brass Sextet Ensemble Classique, il Trio Yablonsky, Robert Lehrbaumer e diversi progetti originali, tra cui Risuonarte, con l’Ensemble Suono Giallo, e Kurt Weill: alla ricerca di Youkali.
Accanto ai nomi internazionali, il Festival continuerà a dare spazio anche a giovani musicisti e percorsi di formazione, con gli Itinerari Didattici Musicali e il Progetto Maestri e Allievi, distribuito tra Museo Tela Umbra, Oleificio Ranieri e Bottega Tifernate.

Il Festival attraversa la vallata
La dimensione territoriale resta uno degli elementi centrali dell’edizione 2026. Il programma toccherà infatti numerosi comuni dell’Alta Valle del Tevere umbro-toscana, portando concerti e spettacoli fuori da Città di Castello.
Il 28 agosto ad Anghiari sarà proposto Enoch Arden, melologo per voce e pianoforte. Il 31 agosto appuntamento a Pietralunga con Ornamenti europei tra Settecento e Ottocento, mentre il primo settembre il Festival raggiungerà Citerna con La suite in tutte le sue forme, affidata a Luigi Piovano.
Tra gli appuntamenti più riconoscibili per il grande pubblico c’è quello del 2 settembre a Sansepolcro, dove Elio porterà in scena La rivalutazione della tristezza.
Il 3 settembre doppio appuntamento a Lisciano Niccone, con il Rapsodia Saxophone Quartet, e a San Giustino, con il Trio Chimera. Il 4 settembre il programma proseguirà a Monte Santa Maria Tiberina con Tra salotti e teatri viennesi e a Montone con Sorella Acqua.
Il 7 settembre sarà la volta di Umbertide, con il Quartetto di Venezia, mentre il 10 settembre il Festival arriverà a Monterchi con Lodovico Parravicini.
“La 59ª edizione del Festival delle Nazioni si fonda su un articolato progetto di sviluppo culturale che mantiene salda la vocazione internazionale con cui la manifestazione è nata”, ha dichiarato la presidente Silvia Polidori, sottolineando come il Festival sia diventato “il grande appuntamento musicale dell’Alta Valle del Tevere”.
Il direttore artistico Massimo Mercelli ha invece richiamato il filo conduttore culturale dell’edizione, che esplorerà il ruolo della Germania come centro dell’Illuminismo, della modernità musicale e delle avanguardie artistiche, mettendo in relazione tradizione, innovazione e dialogo tra le arti.
I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria di Palazzo del Podestà, in corso Cavour a Città di Castello, oppure online attraverso i canali ufficiali del Festival e Vivaticket.






