Quello di questa mattina è stato un risveglio amaro per alcuni cittadini della frazione della Montagna di Sansepolcro. Durante la notte si sono, infatti, registrati ben tre casi di effrazione: uno ha riguardato il Ristorante Calisti, mentre gli altri due un paio di abitazioni. Nel primo caso i ladri si sono introdotti nella cucina del locale forzando un infisso, quindi una volta dentro hanno provveduto a rubare una modica cifra di denaro e alcuni prodotti alimentari che sono, probabilmente, stati prelevati utilizzando come sacco la federa di un cuscino.
Per accedere nelle due abitazioni sono, invece, stati effettuati dei fori sulle finestre di legno. Diversamente da quanto successo per il ristorante, ciò è in entrambe le circostanze avvenuto mentre i proprietari erano in casa e stavano dormendo. Il colpo è però andato a buon fine soltanto in una delle due abitazioni, dove i malviventi sono riusciti ad impossessarsi di un portafoglio e di qualche altro oggetto di valore. Nell’altra, infatti, la presenza di un cane che, sentendo i rumori, ha cominciato ad abbaiare, ha immediatamente provocato la fuga di chi si era introdotto nell’immobile. Pur essendosi svegliati, in quel preciso momento i proprietari si sono limitati a richiamare l’animale senza però rendersi conto di quanto stava accadendo. C’è infatti da dire che sia gli inquilini della prima abitazione che quelli della seconda, hanno realizzato di avere subito una sgradita visita notturna soltanto la mattina seguente, quando hanno visto i segni lasciati dai ladri nella propria abitazione.
In un periodo storico in cui anche in Alta Valle del Tevere i furti negli appartamenti sono, purtroppo, un fenomeno decisamente diffuso, quanto accaduto alla Montagna può prestarsi a qualche possibile lettura in più. Innanzitutto c’è da dire che questa piccola frazione rappresenta il nucleo abitativo più dislocato di tutta la superficie comunale del Comune di Sansepolcro. Da un lato questa condizione potrebbe contribuire ad alimentare la percezione che la Montagna possa essere – proprio perché piuttosto remoto, isolato e abitato in maniera parziale – un luogo poco controllato, quindi potenzialmente più vulnerabile di altri. Dall’altro lato c’è però da evidenziare che, se si esclude la strada bianca che da Germagnano conduce a Montevicchi, l’unica via di fuga che potrebbe essere utilizzata in casi come questi è la strada che collega la frazione a Sansepolcro. Questo significa che compiere furti alla Montagna comporta un alto rischio, visto che se qualcuno riuscisse ad allertare le forze dell’ordine mentre è in corso un evento di questo tipo, i malviventi potrebbero essere facilmente intercettati prima di giungere al primo bivio che gli consentirebbe di far perdere le tracce.
Sarà, non a caso, anche per questo motivo che nella parte alta della valle dell’Afra tali episodi sono, sin qui, stati davvero molto rari. Indubbiamente, come già accennato, il fatto che la presenza umana si sia, con il tempo, rarefatta non concorre a mantenere certi luoghi di montagna sicuri e tutelati. In merito a ciò c’è però da dire che alla Montagna non solo si sta registrando un timido ritorno di abitanti, ma addirittura chi vive nella frazione sta, proprio in questi giorni, dando vita a una proloco che, in un’ottica futura, potrà certamente aiutare chi ha scelto di vivere qui a sentirsi ancor di più parte di una comunità. Attraverso un processo di aggregazione che è partito spontaneamente dalle persone, sarà infatti possibile creare occasioni di interazione che, nel ricostruire una rete di relazioni sociali, sapranno senz’altro concorrere positivamente alla vivibilità, alla valorizzazione e, di conseguenza, anche alla sicurezza del luogo.





