Vie di Francesco: la cabina di regia il primo passo fondamentale

Interessante convegno a Sansepolcro per creare una concezione di rete con apposita governance, soluzione indicata anche dal funzionario di governo della Galizia sul modello del Cammino di Santiago

Urge una cabina di regia per i Cammini di Francesco. Questo, in sintesi, il contenuto principale emerso al termine del convegno “Le Vie di Francesco Cammino culturale europeo, prospettive di sviluppo”, tenutosi sabato 13 settembre nella sala conferenze della biblioteca comunale e organizzato dal presidente del consiglio comunale Antonello Antonelli, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e alla presenza del sindaco.

Subito dopo l’introduzione e i saluti, è intervenuto il Vescovo di Arezzo, monsignor Andrea Migliavacca, delegato della Conferenza Episcopale toscana per i cammini, che ha posto l’accento su tutte le sfaccettature della vita di San Francesco, della testimonianza della sua opera e dei suoi pellegrinaggi, ancora oggi patrimonio determinante per credenti e non.

Il secondo intervento è stato quello del professor Giovanni Tricca, presidente dell’Associazione dei Cammini di Francesco in Toscana, ha puntato dritto al cuore del problema più urgente, cioè la mancanza di una cabina di regia, che possa essere sintesi delle varie esigenze territoriali delle quattro regioni italiane coinvolte nel Cammino e rappresentanza compatta e unitaria con le varie istituzioni, dall’Europa ai Ministeri, fino alle amministrazioni regionali e locali.

“C’è un dato positivo – ha detto Tricca – perché la Via di Francesco è stata riconosciuta come itinerario culturale europeo e ciò ha un doppio significato: riconoscimento per un territorio e quindi mi auguro che si trovi una “governance” che comprenda le istituzioni, ma anche i frati francescani, le diocesi e le associazioni, perché senza una governance questo cammino ha poca strada davanti. La presenza degli amici della Galizia è tuttavia favorevole in tal senso: in Spagna la governance esiste, in Italia tutto è in mano ai singoli Comuni e invece bisogna operare in rete”.

La dottoressa Raffaella Rossi, project manager di Saint Francis Ways, ha puntato molto sull’importanza dei francescani, in primo piano, nei secoli e in varie parti del mondo, come studiosi, consiglieri di personaggi importanti, per sottolineare il ruolo di Luca Pacioli, francescano di Sansepolcro, matematico, ideatore della partita doppia e insegnante di Leonardo da Vinci. Poi ecco la figura centrale del convegno: “Per noi è importante il recupero del pellegrinaggio tradizionale a piedi e per quanto abbiamo lavorato nel ripristino del tracciato fisico e nella costruzione di una rete di alberghi pubblici per pellegrini, poi c’è la parte privata con la realizzazione di strutture che mettono in moto economia e sviluppo, accogliendo i 100mila pellegrini che abbiamo ogni anno”.

Parole del dottor Francisco Singul, funzionario del Governo della Galizia, regione autonoma della Spagna e uno dei massimi responsabili dell’organizzazione del Cammino di Santiago, che dopo una disquisizione di carattere storico, ha spiegato come sono state recuperate strutture in rovina lungo il cammino, con rispetto della loro architettura originale, per trasformarle in luoghi di accoglienza.

“Sansepolcro appartiene alla federazione europea dei cammini di Santiago – ha rimarcato Antonelli – e l’esperienza ci ha indotti a progettare anche per i Cammini di Francesco un qualcosa di somigliante: dobbiamo pertanto cercare di unire le quattro regioni coinvolte e creare una regia che possa aver potere contrattuale con le istituzioni di ogni livello, compreso il Consiglio d’Europa, visto che da esso siamo stati riconosciuti, al fine di accedere a bandi e finanziamenti per la manutenzione e la risistemazione dei Cammini”.

Al termine degli interventi, alcuni dei presenti, appartenenti ad associazioni di volontariato, hanno sottolineato l’importanza dell’incontro, indicando le varie esperienze e suggerito alcune linee di sviluppo necessarie per completare itinerari e indicazioni e per il coinvolgimento delle nuove generazioni. Il presidente Antonelli ha voluto ringraziare le tante associazioni presenti, non solo di Sansepolcro, ma anche dell’aretino e del casentino, tutte legate dallo stesso desiderio: attirare sempre più pellegrini, grazie alla qualità dell’accoglienza offerta lungo i percorsi.

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