Fermare il passaggio delle scuole di Caprese Michelangelo dall’Istituto omnicomprensivo Fanfani-Camaiti di Pieve Santo Stefano al Comprensivo di Anghiari-Monterchi. È quanto chiedono FLC CGIL, UIL Scuola RUA, Gilda degli Insegnanti e ANIEF, che con una lettera inviata al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e all’assessora all’istruzione Alessandra Nardini contestano sia il merito della proposta sia la procedura seguita per approvarla.
Al centro della presa di posizione c’è la delibera del 29 settembre della Conferenza zonale per l’educazione della Valtiberina, che aveva dato il via libera alla richiesta avanzata dal Comune di Caprese Michelangelo con i voti favorevoli anche di Sansepolcro, Monterchi, Badia Tedalda e Sestino, l’astensione di Anghiari e il voto contrario di Pieve Santo Stefano.
I sindacati denunciano una “grave condotta della Conferenza zonale dell’area della Valtiberina”, che a loro giudizio “viola le garanzie di partecipazione e trasparenza” previste dalla normativa regionale. In particolare, la riorganizzazione sarebbe stata avviata “in assenza di qualsiasi confronto preventivo con i dirigenti scolastici degli istituti coinvolti” e con il sindaco di Pieve Santo Stefano, oltre che senza una preventiva valutazione tecnica degli uffici scolastici competenti e senza la consultazione delle organizzazioni sindacali.
Le quattro sigle sottolineano inoltre quella che definiscono una “palese contraddizione tra il livello regionale e quello locale”: mentre “la Toscana ha disposto il blocco degli interventi di dimensionamento scolastico fino al 2030”, la Conferenza zonale avrebbe deciso “in totale autonomia e senza regolare concertazione con le parti sociali” di avviare una nuova riorganizzazione della rete scolastica.
Nel merito, i sindacati ritengono che il cambio di istituto “difficilmente eliminerà le pluriclassi nella scuola primaria di Caprese Michelangelo”, una delle principali questioni che hanno spinto l’amministrazione comunale guidata da Marida Brogialdi ad avanzare la proposta. Secondo le organizzazioni sindacali, l’operazione “rischia di generare gravi criticità sistemiche”, con “ricadute negative sull’organizzazione dei due istituti, sulla continuità didattica e sull’assetto degli organici del personale scolastico”. La preoccupazione maggiore riguarda il “concreto rischio di mettere in discussione la sopravvivenza stessa dell’Istituto omnicomprensivo di Pieve Santo Stefano”, che perderebbe i plessi dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado di Caprese.
Un ulteriore elemento di criticità, secondo i firmatari, riguarda la classificazione territoriale: con il passaggio al Comprensivo Anghiari-Monterchi, Caprese verrebbe ricondotta a un diverso ambito, quello di “comune montano intermedio”, con possibili ripercussioni sulle prerogative riconosciute alle aree montane e periferiche. Il timore è quello di innescare “già dal prossimo anno scolastico un ulteriore intervento di dimensionamento calato dall’alto”.
Le preoccupazioni per il futuro del Fanfani-Camaiti erano già state espresse dal sindaco pievano Claudio Marcelli e dal dirigente scolastico Giuseppe De Iasi, entrambi contrari alla proposta. Da parte sua, l’amministrazione di Caprese aveva spiegato di voler cercare un’organizzazione didattica più adeguata alle esigenze dei bambini e di non avere alcuna intenzione di danneggiare Pieve Santo Stefano.
Ora le quattro organizzazioni sindacali chiedono alla Regione “un intervento immediato affinché la proposta di aggregazione non venga recepita né approvata dalla Giunta Regionale”. Auspicano infine “il ripristino della corretta concertazione”, dichiarandosi disponibili al dialogo nell’interesse della comunità scolastica e del territorio.





