Si chiama 21337 Sansepolcro ed è un asteroide recentemente intitolato alla città valtiberina. Si tratta di un corpo celeste appartenente alla fascia principale tra Marte e Giove. Scoperto il 17 gennaio 1997 dagli astronomi italiani Andrea Boattini e Andrea Di Paola, l’asteroide orbita attorno al Sole in poco più di cinque anni terrestri e ha un diametro stimato di circa 5-7 chilometri.
L’attribuzione del nome è stata proposta dall’astronomo Mario Di Martino dell’Osservatorio di Torino, tra i referenti del progetto PRISMA (Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera) a cui Sansepolcro ha ufficialmente aderito. Nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) è stata installata una stazione di rilevamento presso il centro servizi del Foro Boario: Sansepolcro diventa così un nodo attivo di una rete composta da oltre 80 telecamere dislocate in tutta Italia, in grado di monitorare e studiare i fenomeni atmosferici legati ai meteoriti.
“Il progetto PRISMA – spiega infatti INAF – prevede la realizzazione di una rete italiana di camere all-sky per l’osservazione di meteore brillanti (fireball e bolidi), al fine di determinare le orbite degli oggetti che le provocano e delimitare con un buon grado di approssimazione le aree dell’eventuale caduta di frammenti per poter recuperare le meteoriti. Il monitoraggio sistematico della copertura nuvolosa e dell’attività elettrica sarà usato per la validazione di modelli meteorologici. I dati raccolti in maniera sistematica contribuiranno al perfezionamento dei modelli di interazione dei corpi cosmici con l’atmosfera che a tutt’oggi presentano ancora molte lacune a causa della mancanza di dati osservativi di qualità”.
L’annuncio dell’assegnazione del nome di Sansepolcro all’asteroide è stato formalizzato ieri durante una cerimonia nella Sala della Giunta di Palazzo delle Laudi in cui il dottor Di Martino ha consegnato l’attestato ufficiale rilasciato dalla NASA.






