Dall’Altotevere una presa di posizione netta sulla crisi umanitaria in corso in Medio Oriente: a Montone il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno “per il riconoscimento dello Stato di Palestina e la condanna del genocidio in corso a Gaza”.
La decisione è maturata all’interno del Coordinamento per la pace dell’Alto Tevere, una rete di associazioni e istituzioni locali di cui Montone fa parte, e si inserisce in un contesto di forte preoccupazione internazionale. Secondo i dati raccolti da organizzazioni umanitarie, dall’inizio dell’operazione militare israeliana si contano oltre 60mila morti palestinesi, tra cui più di 18mila bambini, e decine di migliaia di feriti.
Il documento approvato dal Consiglio chiede che anche l’Italia faccia la propria parte: “riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina, sospendere la vendita di armi a Israele, sostenere le inchieste internazionali sui crimini di guerra e promuovere un cessate il fuoco immediato e permanente”.
Presentando la mozione, il sindaco Mirco Rinaldi ha sottolineato che non si tratta di un gesto puramente simbolico: “È innanzitutto un atto politico e morale. Non possiamo accettare che l’orrore diventi normalità o che la distruzione sistematica di un popolo venga archiviata come un semplice ‘effetto collaterale’ – ha detto in aula – Quello che inizialmente è stato presentato come un conflitto armato ha assunto rapidamente i contorni di una punizione collettiva, di una catastrofe umanitaria, e, secondo numerosi osservatori internazionali, di un genocidio”.
Il sindaco ha voluto rimarcare come la responsabilità morale delle istituzioni non conosca confini di scala: anche una comunità ridotta, ha spiegato, può contribuire a dare un segnale politico e civile. “Il nostro Comune è piccolo, è vero, ma anche le piccole comunità possono e devono fare la propria parte in questo momento storico così delicato. È il nostro modo di dire: noi ci siamo, e non voltiamo lo sguardo altrove. La pace non è mai il frutto del silenzio, ma della verità, del coraggio e della giustizia”.





