Lutto ad Anghiari, è morto lo storico Daniele Finzi

Dalle cronache seicentesche al campo di Renicci, ha ricostruito pagine importanti della storia di Anghiari e della Valtiberina

È morto Daniele Finzi, storico, scrittore e per molti anni insegnante di Lettere alla scuola media “Leonardo da Vinci” di Anghiari. Autore di numerose pubblicazioni, ha dedicato gran parte della sua attività alla ricostruzione della storia locale, con particolare attenzione alle vicende del Novecento e alla trasmissione della memoria alle nuove generazioni.

Nato a Tel Aviv nel 1942, dove i genitori ebrei italiani si erano rifugiati per sfuggire alle leggi razziali fasciste, era rientrato in Italia con la famiglia nel 1946. Laureato all’Università di Perugia, aveva insegnato nelle scuole secondarie della Valtiberina, affiancando all’attività didattica un intenso lavoro di ricerca storica.

Tra i principali ambiti di studio il Seicento anghiarese, con la trascrizione e la pubblicazione dei manoscritti del cronista Lorenzo Taglieschi, tra cui gli Annali della Terra d’Anghiari (1991) e Peste 1630, 1631, 1632 (2002).

Uno dei suoi lavori più significativi è La vita quotidiana di un campo di concentramento fascista. Ribelli sloveni nel querceto di Renicci-Anghiari, pubblicato da Carocci nel 2004. La ricerca, sviluppata anche attraverso un percorso didattico con gli studenti, ha contribuito alla conoscenza delle vicende del campo di internamento attivo durante la Seconda guerra mondiale.

Allo stesso periodo sono dedicate altre pubblicazioni, tra cui Una storia nel cuore (2008), sull’affondamento della motonave Paganini nel 1940, e Una tragedia dimenticata (2010), dedicata all’esplosione che il 18 agosto 1944 provocò numerose vittime ad Anghiari. Si è occupato inoltre della storia economica del paese, di educazione civica e della Costituzione italiana.

Un capitolo importante della sua attività riguarda la storia della propria famiglia e la memoria delle persecuzioni antiebraiche. Nel 2011 l’epistolario dei genitori, Ettore Finzi e Adelina Foà, da lui raccolto e affidato all’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, vinse il Premio Pieve. Le lettere furono successivamente pubblicate dal Mulino nel 2013 con il titolo Parole trasparenti. Diari e lettere 1939-1945.

Il volume racconta la vicenda di due giovani ebrei italiani costretti a emigrare in Palestina nel 1939, la loro separazione durante la guerra e il continuo scambio epistolare attraverso il quale mantennero vivo il legame familiare, nell’incertezza sulla sorte dei parenti rimasti in Italia. Un documento che intreccia la storia privata con quella delle persecuzioni razziali e del secondo conflitto mondiale.

A questi temi Finzi ha dedicato anche Affetti & effetti (2011), L’ultima diaspora (2015) e Il privilegio dell’odio (2021), proseguendo parallelamente gli incontri pubblici e le attività con le scuole. Ancora nel 2025 era stato coinvolto nelle iniziative per il Giorno della Memoria ad Anghiari e Monterchi e in incontri di approfondimento sulla storia del campo di Renicci.

La sua produzione comprende anche contributi alle guide storico-culturali del territorio, tra cui Valtiberina Toscana, la cui più recente edizione, realizzata con Serena Magnani e Lina Guadagni, è uscita nell’ottobre 2026.

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