Tronchi di legno che custodiscono le voci degli abitanti, due cippi romani tornati visitabili e sette punti disseminati nel borgo nei quali un QR Code permette di ascoltare storie e testimonianze. Sono gli ultimi interventi realizzati tra Rofelle e Montebotolino, frazioni di Badia Tedalda, nell’ambito di “Repubblica delle Foreste, custodi dell’Alpe della Luna”, il progetto sviluppato insieme al Comune di Pieve Santo Stefano attraverso il Bando Borghi del PNRR.
Le nuove installazioni sono state inaugurate sabato 10 ottobre al termine di una giornata dedicata alla storia e al patrimonio dei due borghi. Il percorso artistico porta la firma di Claudio Ballestracci e nasce dal lavoro condotto sulle memorie delle comunità, trasformate in elementi da incontrare e ascoltare direttamente attraversando i luoghi.
A Rofelle il punto di partenza è l’ex scuola. Nel “Giardino narrante. Tra non più e non ancora” sono stati collocati alcuni “tronchi narranti”, sculture interattive dotate di piccoli sportelli attraverso i quali è possibile ascoltare le voci degli abitanti e le storie raccolte nel territorio. Una parte del racconto riprende anche lo sguardo ironico sui rapporti tra paesi vicini contenuto nel libro “Il Paese sul Paradiso” di Marta Bonaccini.



Nello stesso edificio sono state recuperate e illuminate anche le “stanze dei cippi”, che consentono di vedere due cippi di epoca romana conservati nell’ex scuola. Archeologia e memoria orale entrano così nello stesso itinerario prima che il percorso prosegua verso Montebotolino.
Qui l’intervento, intitolato “Il paese istoriato dal vento. Tra memoria e paesaggio”, si sviluppa attraverso sette punti distribuiti nell’antico Castrum Montis Bottolini. I QR Code permettono di accedere a racconti e testimonianze legati al paese, mentre un testo scritto e interpretato da Samuele Boncompagni accompagna la visita mettendo in relazione le storie raccolte con il paesaggio circostante.
“I due interventi sono legati tra loro”, spiega Ballestracci. A Rofelle l’artista ha scelto un registro maggiormente ironico e popolare, mentre a Montebotolino il racconto assume un carattere più poetico e storico, accompagnando il visitatore verso “una lettura più profonda del paesaggio e della memoria”.
Il materiale raccolto durante il progetto ha trovato anche un’altra forma nel teatro. Le testimonianze sono confluite in “Non voglio mica la luna”, spettacolo prodotto da CasermArcheologica, scritto e interpretato da Samuele Boncompagni e Chiara Renzi, nato dal lavoro svolto con le comunità coinvolte.


L’inaugurazione delle installazioni è stata preceduta nella chiesa di Rofelle dal convegno “Tra rocce e imbuti di seta. Rofelle e Montebotolino ritrovati”. L’incontro ha ricostruito diversi aspetti della storia dei due insediamenti, dalla valle del Marecchia come antica via di comunicazione alle testimonianze archeologiche, fino al patrimonio artistico, all’archivio di don Amedeo Potito e alla memoria antropologica delle comunità.
Gli interventi di Rofelle e Montebotolino chiudono la fase realizzativa di “Repubblica delle Foreste”, progetto dal valore complessivo di 2,08 milioni di euro sviluppato dai Comuni di Badia Tedalda e Pieve Santo Stefano. Pochi giorni prima era stato inaugurato anche il MOON, il centro culturale ricavato dall’ex mattatoio di Badia Tedalda. Il percorso complessivo ha interessato negli ultimi anni spazi pubblici, patrimonio culturale, turismo, mobilità lenta, sport, servizi e attività rivolte a giovani e imprese.


Alla progettazione e al coordinamento delle attività legate al Bando Borghi ha collaborato CasermArcheologica, lavorando insieme alle amministrazioni e alle comunità coinvolte nella costruzione degli interventi. Un metodo che, spiega Laura Caruso, ha cercato fin dall’inizio di individuare per ogni progetto dei “custodi”, ovvero persone legate ai luoghi e disponibili a investirvi energie e competenze. “Siamo partiti dalle persone e dai loro desideri, raccogliendo l’eredità del passato e provando a trasformarla in un’immaginazione condivisa capace di guardare al futuro”, sottolinea Caruso, ricordando il contributo degli uffici comunali, dei professionisti e delle associazioni e il sostegno garantito da Fondazione CR Firenze alla realizzazione del progetto.
Un percorso non privo di difficoltà, come ha ricordato anche il sindaco di Badia Tedalda Alberto Santucci nel tracciare il bilancio della fase appena conclusa. “È stato un progetto impegnativo, con momenti di criticità e la necessità di rimodulare alcuni interventi, ma siamo riusciti a portare tutto a termine nei tempi”. Secondo Santucci, gli interventi realizzati hanno lasciato sul territorio “percorsi, servizi, spazi per i giovani, archivi valorizzati e nuove possibilità di fruizione”. Rofelle e Montebotolino rappresentano così l’ultima tappa del progetto, mettendo insieme, nelle parole del sindaco, “arte, tecnologia, memoria e paesaggio”.





