La protesta degli studenti del Fanfani-Camaiti e le risposte dalla scuola

Dalle aule troppo fredde alle denunce sulle condizioni del convitto: dopo la manifestazione del 3 novembre, la Dirigenza dell’istituto di Pieve Santo Stefano chiarisce la situazione

Prima le segnalazioni sulle basse temperature nelle aule, poi la protesta degli studenti e le denunce sulle condizioni del convitto. Sono stati giorni movimentati per l’Istituto Fanfani-Camaiti di Pieve Santo Stefano, dove martedì 3 novembre alcuni studenti hanno manifestato per chiedere interventi sulle strutture scolastiche. Il giorno successivo è arrivato un comunicato ufficiale della Dirigenza, che ha chiarito la questione dei riscaldamenti, confermato il ritorno regolare alle lezioni e assicurato il proprio sostegno alle richieste degli studenti.

Dalle segnalazioni sul freddo alla protesta del 3 novembre

La vicenda ha cominciato a circolare lunedì 2 novembre, quando numerosi studenti hanno inviato alle redazioni giornalistiche locali una segnalazione per denunciare le condizioni dell’istituto e annunciare una manifestazione per il giorno successivo. Nel messaggio, i ragazzi sostenevano che le temperature all’interno delle classi non superassero i 15 gradi e lamentavano una situazione di manutenzione giudicata particolarmente critica. Le responsabilità venivano attribuite genericamente alla Provincia di Arezzo.

La protesta si è svolta il giorno seguente, martedì 3 novembre, con gli studenti che hanno scelto di non entrare a scuola, esponendo uno striscione con la scritta “Delle parole non ci fidiamo, o i fatti o non entriamo“. Durante la manifestazione, l’attenzione si è inoltre spostata anche su altre problematiche, riguardanti soprattutto il convitto annesso all’istituto, frequentato dagli studenti fuori sede.

Le denunce degli studenti sulle condizioni del convitto

Nelle dichiarazioni rilasciate, alcuni rappresentanti degli studenti hanno descritto una situazione che, secondo le loro testimonianze, si protrarrebbe da diversi anni. Tra le criticità segnalate figurano infiltrazioni d’acqua nelle camere e nei corridoi, presenza di muffa, problemi agli infissi e servizi igienici non adeguati. «Da cinque anni siamo pieni di criticità e siamo stanchi, vogliamo risposte», ha dichiarato lo studente Riccardo Bianchi, sostenendo che la Dirigenza scolastica avesse già segnalato i problemi senza poter intervenire direttamente.

La studentessa Arianna Ascolese ha invece raccontato le difficoltà che si presenterebbero durante le giornate di pioggia: «Ogni volta che piove, l’acqua entra sulle scale, nelle camere e soprattutto nei corridoi, dove diventa un pericolo camminare. Non chiediamo un lusso, divani o letti nuovi. Vogliamo semplicemente vivere con dignità in un posto che dobbiamo frequentare per cinque giorni alla settimana su sette», riferisce Ascolese.

La posizione della Provincia di Arezzo

Nel corso della giornata del 3 novembre è intervenuto anche Alessandro Polcri, presidente della Provincia di Arezzo, interpellato dal Corriere Fiorentino. Polcri ha precisato che, per quanto riguarda il convitto, le competenze dell’ente sarebbero limitate alla manutenzione ordinaria: «A noi tocca solo la manutenzione ordinaria, non quella straordinaria che spetta a chi è proprietario del convitto». Il riferimento è al Comune di Pieve Santo Stefano, indicato nell’articolo come proprietario della struttura.

Il presidente della Provincia ha inoltre confermato di essere stato informato del problema relativo ai riscaldamenti e ha dichiarato: «Avevamo saputo ieri di un problema col riscaldamento e siamo intervenuti subito, il resto non è nostra competenza».

de iasi
Il dirigente scolastico Giuseppe De Iasi

Il chiarimento della Dirigenza: riscaldamenti attivati e studenti rientrati in classe

Nella serata di mercoledì 4 novembre, con un comunicato ufficiale, è intervenuta la Dirigenza scolastica del Fanfani-Camaiti, fornendo la propria ricostruzione degli avvenimenti. La scuola ha precisato che la protesta era stata «inizialmente motivata da un ritardo nell’accensione degli impianti di riscaldamento» e che il problema, dopo un confronto con la Provincia, era già in fase di risoluzione.

Gli impianti, secondo quanto comunicato dal preside Giuseppe De Iasi, sono entrati regolarmente in funzione il 3 novembre, nella stessa giornata della manifestazione, ripristinando le condizioni climatiche previste all’interno dell’istituto. La Dirigenza ha quindi riconosciuto che, una volta affrontata la questione dei riscaldamenti, gli studenti avevano espresso «ulteriori perplessità riguardanti la manutenzione della struttura del Convitto annesso».

Su questo punto, il comunicato non entra nel dettaglio delle problematiche segnalate durante la protesta, ma sottolinea la disponibilità della scuola a recepire le istanze degli studenti. «La Scuola ci tiene a ribadire che non intende in alcun modo sminuire la portata delle loro richieste», si legge nel documento, che esprime inoltre apprezzamento per le modalità della manifestazione, definita «estremamente composta, educata e civile» confermando inoltre che mercoledì 4 novembre tutti sono rientrati regolarmente in classe.

La scuola ribadisce infine l’impegno a sostenere le richieste degli studenti «presso le sedi istituzionali preposte, in primo luogo la Provincia, competente per la manutenzione e le strutture», richiamando la collaborazione con l’ente e i vincoli di intervento e di bilancio.

Le prospettive dell’istituto e il progetto del nuovo Campus

Nella parte finale del comunicato, la Dirigenza richiama anche il progetto del Campus Scolastico della Valle del Tevere, presentato come una prospettiva di sviluppo per l’istituto. Il progetto prevede, grazie a finanziamenti ministeriali, nuovi laboratori e ambienti didattici attrezzati, con l’introduzione del modello DADA, la Didattica per Ambienti di Apprendimento, che comporta lo spostamento degli studenti tra aule dedicate alle diverse discipline.

«In un momento così significativo di evoluzione strutturale e pedagogica, la collaborazione e il senso di appartenenza rappresentano le vere leve per superare ogni criticità» conclude l’Istituto, confermando «il proprio costante impegno nel garantire un ambiente di studio sicuro, accogliente e proiettato verso il futuro, a tutela della qualità formativa per gli attuali studenti e per le future matricole».

POPOLARI

- Partecipanti sostenitori -spot_img
spot_img

Indaghiamo, raccontiamo, approfondiamo

Supporta l'informazione locale: dona il tuo 5x1000 a Fondazione Progetto Valtiberina

- Partecipanti sostenitori -spot_img
- Partecipanti sostenitori -spot_imgspot_img