Aveva un rapporto speciale con la Valtiberina il grande maestro vignettista Giorgio Forattini, l’uomo della satira politica disegnata, morto all’età di 94 anni. Anche in questo caso, la figura chiave è stata Primetto Barelli, “anima” indimenticata del Castello di Sorci in Anghiari e coetaneo dello stesso Forattini (erano infatti nati entrambi nel 1931), dove aveva stretto amicizia anche con la moglie Gabriella e con i figli Veronica, Alberto e Alessandro. Un rapporto cominciato all’inizio degli anni ’80: Barelli e Forattini si sono con ogni probabilità conosciuti grazie al Premio Internazionale di Cultura “Città di Anghiari”, ideato dall’allora sindaco Franco Talozzi e dal giornalista e scrittore Gianfranco Venè, amico sia del vignettista che di Primetto.

Da quel momento, il Castello di Sorci era diventato per Forattini il luogo ideale nel quale rifugiarsi per smaltire i ritmi frenetici di Roma e gustarsi pace e amenità. Vi trascorreva i fine settimana ma anche i periodi di vacanza, anto che una camera dell’antico maniero resta intitolata proprio a Giorgio Forattini. Erano i tempi d’oro de “la Repubblica”, di cui era il vignettista e ad Anghiari portava sempre colleghi giornalisti e giovani disegnatori, con i quali si confrontava su nuovi progetti. Primetto Barelli, che in fatto di idee e era un autentico “vulcano”, condivise subito le originali proposte: su tutte, la creazione del fantasma, che compare sulle etichette del vino del Castello di Sorci. Etichette con anche i personaggi politici, che poi disegnò in divisa da calciatori in occasione dei mondiali di calcio nel 1990. La risonanza fu tale che Berlusconi chiese le bottiglie e propose a Forattini la riproduzione del poster che era stato ideato da Primetto per la mostra allestita nei saloni di Baldaccio.
Quando con la ricorrenza dell’apparizione di Baldaccio la storia del fantasma conquistò le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali ed internazionali volle ridisegnarlo, tanta era la passione con la quale seguiva l’amico Primetto e la moglie Gabriella nella sua nuova avventura. Ma ricercata dai collezionisti è l’etichetta del vinsanto, che ritrae il diavolo e un parroco brindare assieme. Per Giorgio Forattini, quello che era diventato il suo quartiere nell’ala del castello rappresentava il luogo dove passare i momenti più lieti con la sua compagna Samaritana, figlia di Susanna Agnelli, anche lei innamorata del cucinone e delle tagliatelle di Primetto. Nel corso del tempo il legame con la famiglia Barelli è rimasto sempre vivo. Non mancava di mandare saluti ogni volta che aveva occasione di parlare da Parigi, dove risiedeva, con i colleghi con i quali aveva condiviso i tempi felici in cui abitava in Italia. Tra questi il disegnatore e pittore Roberto Micheli, tra i fondatori de “la Repubblica”, che ancora oggi torna in Valtiberina dopo esserci stato portato da Forattini.
La realizzazione delle etichette per Primetto non era solo un modo per rendere omaggio a un amico ma per contribuire con lui alla promozione dell’Alta Valle del Tevere tosco-umbra. Questa terra ha avuto in Forattini un estimatore ma anche un grande promotore. Fra i ricordi lasciati dalla famiglia Barelli, che gli offrì gli spazi per organizzare tre mostre, c’è anche il bozzetto originale della pubblicità della Fiat Uno: scattosa, sciccosa, comodosa e risparmiosa. In uno dei tanti pranzi consumati nella locanda del castello, aveva portato una volta un suo amico particolare: il professor Umberto Veronesi, noto oncologo che è stato anche ministro della salute.
Un paio di volte, Forattini si era fermato anche nel tempio del “gusto” a Città di Castello, ovvero al ristorante “Il Bersaglio” del grande chef Pierluigi Manfroni, dove assieme ad alcuni big del calcio apprezzò i menù a base di tartufo. Forse questo è un altro aspetto che merita di essere riscoperto e valorizzato, per rendere omaggio a un personaggio che tanto ha saputo dare all’intero comprensorio altotiberino. E il cordoglio unanime per la scomparsa di un gigante della “satira” coinvolge dunque anche l’Altotevere, grazie al legame con la famiglia Barelli.





