Gaza, grande partecipazione a Città di Castello: “Rompere il silenzio”

Bandiere e musica a Piazza Matteotti: “Giustizia per il popolo palestinese”. Presenti associazioni e istituzioni

“Gaza è il posto più pericoloso al Mondo per vivere per un bambino secondo Unicef”. È iniziata con queste parole la manifestazione in sostegno alla Palestina in Piazza Matteotti nel centro storico di Città di Castello, con tante persone presenti a protestare contro il genocidio che sta avvenendo a Gaza. L’evento, organizzato dal collettivo Valtiberina for Palestine, ha radunato associazioni, cittadini, rappresentanti delle istituzioni e della comunità musulmana.

Tra le voci presenti, a colpire è stata quella di Nadir, un ragazzo che ha invitato le persone presenti alla manifestazione a non restare in silenzio di fronte a ciò che sta succedendo a Gaza e a boicottare con l’app “No Thanks”, per evitare consumi che possano finanziare indirettamente lo Stato di Israele. “Bisogna rompere il silenzio che ancora affligge il nostro paese e cercare di dare giustizia al popolo palestinese. La resistenza palestinese è spesso etichettata come terrorismo, ma non è altro che una difesa verso un paese oppressore. Viva la resistenza, viva la libertà, viva la Palestina.” ha dichiarato Nadir.

A seguire un intervento musicale molto toccante, con Valentina, che ha suonato il violino sulle note della canzone “Imagine” di John Lennon. “La musica è la mia passione e non ho potuto non far sentire la mia voce su questo tema” ha spiegato la ragazza.

A dare un senso di consapevolezza alla manifestazione è stato il manifesto steso lungo una larga estensione della piazza, con scritti sopra i nomi degli oltre 20.000 bambini morti a causa del genocidio. Inoltre, un altro gesto significativo è stato quello della costruzione collettiva di barchette di carta dedicate alla Sumud Flotilla, anch’esse distese accanto al manifesto.

“Le istituzioni hanno il dovere di interessarsi delle questioni generali, ma soprattutto anche dei valori su cui la società civile si basa, e tra questi il più importante è quello della pace. A Gaza quest’ultimo è stato ed è messo in dubbio ogni giorno ma bisogna ricordare che ogni essere umano esiste in quanto tale e nessuno può mettere in discussione l’esistenza altrui. Vi ringrazio per questa manifestazione perché contribuite ad alimentare la coscienza collettiva. Non so dove arriveremo con questo ma sicuramente potremo dire che ognuno di noi ha fatto il suo dovere.” ha dichiarato il sindaco di Città di Castello Luca Secondi, con alcune proposte, tra cui quella di appendere la bandiera palestinese presso la sede comunale.

Tanti altri gli interventi, tra cui quello di Giuseppina Sanfranceschi. “Non dobbiamo fermarci, non dobbiamo perderci di vista. La pace non è solo non guerra, è scuola, diritti sanitari…” ha dichiarato la portavoce del Coordinamento per la Pace del territorio dell’Altotevere.

Inoltre, ad intervenire sono stati anche lo scrittore Soumaila Diawara e Nader Abu Mounshar, palestinese residente in Italia da più di vent’anni, che ha raccontato la situazione disastrosa che la sua famiglia deve sopportare in Cisgiordania. “Quello che sta succedendo in Palestina non è una semplice fatalità, ma una scelta deliberata e colonialista da parte di Israele, appoggiata dalle democrazie occidentali.” ha dichiarato lo scrittore Diawara.

Durante l’intera durata della manifestazione è rimasta presente l’associazione Emergency, con uno stand dedicato alle donazioni. Tante le realtà associative che hanno sostenuto l’iniziativa, tra cui CGIL Perugia, ANPI, Fondazione Perugia Assisi, Artea, Cinema Astra, Comunità dei Musulmani di Città di Castello, oltre a gruppi culturali, artistici e sociali del territorio.

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