Chiesa di San Francesco a Citerna: concluse le opere di consolidamento e restauro

Terminato l’intervento promosso dai Ministeri dell’Interno e della Cultura con risorse PNRR per il Fondo edifici di culto

Si sono conclusi i lavori di consolidamento e restauro della chiesa di San Francesco a Citerna, intervento che ha riguardato in particolare il coro ligneo cinquecentesco collocato nell’abside, insieme alla sacrestia, alla copertura e al sistema di raccolta delle acque meteoriche.

L’edificio, affidato dal Fondo edifici di culto alla parrocchia di San Michele Arcangelo e San Francesco, torna così pienamente fruibile dopo un intervento atteso dalla comunità parrocchiale e seguito da diverse professionalità specializzate. Il parroco don Paolo Martinelli ha espresso soddisfazione per il completamento dei lavori, che consentono una migliore conservazione di uno dei principali beni storico-artistici di Citerna.

Il cuore dell’intervento è stato il restauro del coro ligneo, datato 1550 e collocato alle spalle dell’altare maggiore. Il manufatto è composto da 25 stalli disposti su due registri ed è caratterizzato, al centro, dal monumentale badalone con leggio girevole. Si tratta di uno degli elementi artistici più rilevanti conservati all’interno della chiesa.

Le operazioni di restauro sono state precedute da una fase di documentazione fotografica, rilievi diretti e mappatura del degrado, necessaria per definire le modalità di intervento. I lavori hanno riguardato la pulitura delle superfici, il consolidamento delle strutture lignee, il trattamento contro gli insetti xilofagi, il recupero degli elementi deteriorati e l’armonizzazione complessiva del coro.

Particolarmente significativa è stata la pulitura, realizzata combinando tecniche tradizionali e tecnologia laser Nd. Questo ha permesso di rimuovere depositi, vecchie mordenzature e strati di sporco accumulati nel tempo, conservando la patina del legno e rendendo nuovamente leggibili le venature del noce, gli intarsi e le decorazioni originali. L’intervento ha consentito anche di riconoscere precedenti restauri e alcune caratteristiche costruttive rimaste a lungo nascoste.

Il programma dei lavori ha interessato anche la sacrestia, rimasta solo parzialmente utilizzabile dopo i danni provocati dal terremoto del 1917. Il consolidamento del solaio, attraverso il rinforzo delle travi lignee originarie, ha migliorato la sicurezza degli ambienti e ne ha restituito la funzionalità. Sono stati inoltre eseguiti interventi di risanamento delle murature.

A completare il recupero sono stati la manutenzione della copertura della chiesa e il rifacimento del sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, opere necessarie per prevenire infiltrazioni e limitare nel tempo il degrado delle strutture murarie.

Il progetto è stato promosso dai Ministeri dell’Interno e della Cultura e finanziato con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza destinate al patrimonio del Fondo edifici di culto. Per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il ruolo di responsabile unico del procedimento è stato affidato all’ingegner Massimiliano Marinangeli. Per il Ministero della Cultura e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria hanno seguito l’intervento Alessandra Donati e Florian Castiglione.

La direzione dei lavori è stata curata dall’architetto Giovanni De Pasquale dello studio Dpc Architetti, mentre la gestione del cantiere è stata affidata all’architetto Nicola Falcini per l’impresa esecutrice Cesa srl. Il restauro del coro ligneo è stato coordinato dal restauratore Paolo Pettinari, con la collaborazione di Antonella Orlando Martella, Marco Rossi e Charaf Tallal.

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