Plastica e salute: la campagna ISDE coinvolge scuole, sport e strutture sanitarie

Al progetto educativo hanno partecipato anche gli studenti di Sansepolcro. Le iniziative presentate al congresso nazionale dei Medici per l'Ambiente

Anche Sansepolcro figura tra le località coinvolte nel progetto educativo «Il viaggio della plastica», promosso dall’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE) nell’ambito della campagna nazionale per la prevenzione dei rischi sanitari legati all’esposizione alla plastica. L’iniziativa, illustrata durante il congresso nazionale dell’associazione svoltosi nei giorni scorsi proprio a Sansepolcro, ha raggiunto 7.591 studenti nell’anno scolastico 2024-2025, grazie alla collaborazione di otto sedi ISDE e 42 farmacie della rete Apoteca Natura.

Il progetto si è rivolto prevalentemente alle classi quarte e quinte della scuola primaria, attraverso materiali didattici e attività di sensibilizzazione sulle conseguenze ambientali e sanitarie dell’utilizzo della plastica. In alcune località sono state coinvolte anche scuole secondarie. La documentazione presentata al congresso cita Sansepolcro tra i territori raggiunti, senza tuttavia specificare quali istituti abbiano partecipato e quanti alunni siano stati coinvolti a livello locale.

L’attività nelle scuole rappresenta uno dei diversi ambiti della campagna nazionale, coordinata da Maria Grazia Petronio, alla quale hanno aderito 43 Ordini provinciali dei medici, insieme a società scientifiche, associazioni e altre organizzazioni. L’obiettivo è promuovere la riduzione dell’esposizione alla plastica attraverso iniziative che coinvolgano cittadini, attività commerciali e istituzioni.

Tra i progetti presentati figura «Spesa sballata», nato da un’esperienza sviluppata nel Varesotto e ora proposto su scala nazionale. L’iniziativa punta a ridurre gli imballaggi monouso attraverso l’utilizzo di contenitori riutilizzabili portati dai clienti oppure messi a disposizione dagli esercenti e successivamente restituiti. Sono state predisposte indicazioni igienico-sanitarie per conciliare queste pratiche con le norme sulla sicurezza alimentare, mentre resta da sviluppare il coinvolgimento di supermercati, piccoli negozi e aziende sanitarie.

Un altro settore interessato è quello sportivo. Flavia Del Grosso ha illustrato il progetto «La plastica non fa sport», che coinvolge organismi e federazioni sportive e propone un decalogo di buone pratiche. Le indicazioni riguardano, tra l’altro, la distribuzione dell’acqua, la gestione di mense e bar, le attrezzature, l’organizzazione degli eventi e la riduzione dei rifiuti. La campagna prevede inoltre approfondimenti scientifici sull’esposizione alla plastica negli ambienti sportivi, compresi i campi sintetici.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla diffusione dell’acqua di rubinetto nelle scuole e negli ospedali, tema affrontato da Maria Teresa Maurello. ISDE propone l’installazione di punti di erogazione dedicati al riempimento delle borracce, in alternativa al ricorso sistematico alle bottiglie di plastica, garantendo controlli e manutenzione delle reti idriche interne. Nella prima fase della campagna sono arrivate circa venti risposte da istituti scolastici italiani e due da strutture sanitarie. Tra le questioni sollevate figurano i finanziamenti necessari per installare gli erogatori e la richiesta di attività formative per studenti e insegnanti.

Un ulteriore filone di lavoro riguarda la presenza di microplastiche e sostanze chimiche associate ai materiali plastici nei prodotti farmaceutici e nei dispositivi medici. ISDE ha avviato un confronto con le società scientifiche per individuare pratiche di prevenzione, con particolare attenzione a settori come la neonatologia, la nefrologia e la terapia intensiva.

Le iniziative illustrate a Sansepolcro mostrano come la campagna intenda affiancare alla ricerca sui possibili effetti sanitari della plastica interventi concreti per ridurne l’utilizzo, coinvolgendo scuole, strutture sanitarie, attività commerciali e associazioni sportive.

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