Guerrini porta a termine la Dakar: “Esperienza di vita”

Tra problemi meccanici e incidenti nel deserto, per il pilota di Sansepolcro una sfida epica a bordo di una Porsche 959


Tagliare il traguardo della Dakar è sempre un’impresa. Farlo su una Porsche 959 ispirata al glorioso modello degli anni ’80, tra guasti, incidenti e imprevisti fisici, rende il risultato ancora più significativo. È quanto accaduto a Guido Guerrini, copilota di origine toscana con licenza sammarinese, che ha completato la sua prima Dakar insieme all’imprenditore trentino Lorenzo Delladio.

A bordo della Porsche 959 Dakar Evo, replica moderna della vettura portata al successo da Metge e Ickx nel 1986, l’equipaggio ha chiuso il rally lontano dai vertici, all’82° posto assoluto e 40° di categoria. I problemi sono iniziati già nella prima tappa, con guasti tecnici che hanno impedito all’auto di esprimere tutto il suo potenziale. La prima settimana è stata una lotta continua tra le difficoltà di guida e il lavoro notturno dei meccanici per rimettere in sesto il mezzo. Quando finalmente il ritmo sembrava consolidato, un incidente su una duna ha complicato ulteriormente le cose. A quel punto, anche la tenuta fisica dei due è stata messa a dura prova, ma con tenacia l’equipaggio è riuscito a portare a termine le due impegnative settimane nel deserto saudita fino al traguardo.

Dietro la partecipazione alla Dakar c’è un progetto più ampio, fortemente voluto da Delladio e realizzato con il supporto di Sikkens Motorsport. L’obiettivo era restituire visibilità alla casa di Stoccarda nella categoria Classic con una vettura che rievocasse le glorie del passato. E in effetti la Porsche 959 dell’equipaggio Delladio-Guerrini è stata tra le più ammirate e fotografate di tutta l’edizione 2026.

Nel corso della conferenza stampa conclusiva, Guerrini – reduce dal titolo iridato FIA Ecorally 2025 – ha voluto ringraziare il compagno di viaggio e tutto il team che ha reso possibile l’impresa: dai meccanici di Sikkens Motorsport e R-Team fino al personale medico che ha permesso all’equipaggio di continuare dopo l’incidente.

“La soddisfazione di aver finito la gara è pari a quella di aver vissuto un’esperienza di vita straordinaria”, ha dichiarato Guerrini. “Ho sempre detto che avrei vissuto la Dakar come un viaggio più che un evento sportivo, e così è stato. Ho sottovalutato quanto fosse dura: ritmi infernali, poche ore di riposo, danni quotidiani all’auto. Mi servirà del tempo per elaborare tutto questo, ma so che questa esperienza cambierà per sempre il mio modo di vedere il motorsport.”

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