Eccezionale la domenica agonistica vissuta l’8 giugno da Pieve Santo Stefano: se da una parte si è disputata la cronoscalata dello Spino in moto (con i migliori centauri in lizza per il titolo nazionale), dall’altra la locale squadra di calcio della Sulpizia è risalita in Prima Categoria umbra dopo un solo anno di purgatorio. È stato sufficiente lo 0-0 del “Capaccini” al 120’, nella finale casalinga dei play-off del girone A di Seconda contro il Po Bandino, per permettere ai biancocelesti di tagliare l’ambito traguardo davanti a una tribuna gremita di tifosi che hanno seguito i loro beniamini anche nelle trasferte.
La Sulpizia, classificatasi al quarto posto nella stagione regolare, aveva eliminato nei quarti il Fontignano, battuto per 3-2 al “Capaccini”, poi in semifinale era andata a vincere per 2-1 a Moiano. Ha potuto disputare in casa la finale (con due risultati a disposizione su tre, anche se il pareggio dopo i supplementari) poiché il Po Bandino si era piazzato quinto. Artefice numero uno dell’impresa, il tecnico Simone Loddi, alla terza affermazione p
ersonale come allenatore: con la Juniores A1 del Sansepolcro, con la Virtus Sangiustino (dalla Prima alla Promozione nel 2023, subentrando in corsa) e ora con la Sulpizia, dove è arrivato la scorsa estate. Loddi è stato premiato anche come miglior allenatore della categoria al termine di un’annata che ha visto sfuggire ai rigori, contro il Papiano, la conquista della Coppa Umbra di Prima. Sarebbe stata una bella accoppiata. “Ci eravamo prefissi l’obiettivo della immediata promozione – spiega Loddi – anche se sapevamo che non era facile per la presenza di formazioni attrezzate: Promano (la vincitrice), Tiberis Umbertide, Moiano e lo stesso Po Bandino, ma abbiamo lavorato molto a livello di gioco. Prova ne sia che, pur non avendo la classica punta da area di rigore (il nostro bomber è stato Tommaso Santoro con 8 centri), siamo riusciti a mandare in rete ben 22 giocatori. Una sorta di “cooperativa del gol” che ci ha premiati, non dimenticando un particolare importante: il nostro gruppo ha un’età media molto giovane (ho fatto esordire anche un ragazzo classe 2008) e l’organico è composto da diversi ragazzi del paese”.





