Cambiano le modalità di assistenza sanitaria a San Giustino nei sabati e nei giorni prefestivi. Dal 1° novembre è prevista una rimodulazione dei turni dell’ambulatorio AFT (Aggregazione funzionale territoriale), una decisione contestata dal consigliere comunale della Lega Corrado Belloni, che denuncia una riduzione dei servizi disponibili per i cittadini. A chiarire le conseguenze della riorganizzazione è intervenuta giovedì 29 ottobre la USL Umbria 1, assicurando che l’assistenza per i bisogni sanitari non differibili continuerà a essere garantita.
La polemica era stata sollevata in una nota da Belloni, secondo il quale la soppressione dell’attività AFT del sabato e dei prefestivi, finora prevista dalle 8 alle 14, rappresenterebbe un ulteriore indebolimento della sanità territoriale. Il consigliere leghista ha sottolineato la differenza tra le prestazioni assicurate dall’AFT e quelle della Continuità assistenziale, l’ex Guardia medica, richiamando in particolare la possibilità di ottenere prescrizioni per terapie continuative, richieste di esami diagnostici e visite specialistiche.
«Una scelta inaccettabile, che rappresenta l’ennesimo schiaffo ai cittadini dell’Altotevere», ha dichiarato Belloni, ricordando anche le difficoltà legate alla carenza di medici di medicina generale nel territorio di San Giustino e Citerna. Il consigliere ha attribuito la responsabilità della decisione alla Regione Umbria, criticando le politiche sanitarie della giunta Proietti e chiedendo al sindaco Stefano Veschi di intervenire a tutela dei servizi locali.
La risposta dell’USL Umbria 1 conferma la rimodulazione dei turni, ma precisa che non si tradurrà in un’interruzione dell’assistenza. Secondo la direzione del Distretto Alto Tevere, il provvedimento rientra nell’applicazione degli accordi nazionale e regionale sulla medicina generale e punta a superare la sovrapposizione tra l’attività dell’ambulatorio AFT e quella della Continuità assistenziale.
L’azienda sanitaria richiama, in particolare, l’Accordo collettivo nazionale del 15 gennaio 2026 e l’Accordo integrativo regionale approvato il 30 giugno. L’obiettivo dichiarato è evitare duplicazioni nell’organizzazione dei turni e utilizzare in modo più appropriato le risorse disponibili, mantenendo la risposta ai bisogni sanitari che non possono attendere la ripresa dell’attività ordinaria.
Per i cittadini che necessitano di assistenza medica non urgente il sabato e nei giorni prefestivi, il riferimento sarà il numero 116117, attraverso il quale sarà possibile ricevere una valutazione del bisogno sanitario e indicazioni sulle modalità di assistenza, con l’intervento del medico quando necessario. Per le emergenze sanitarie restano invece i numeri 112 e 118.
La distinzione riguarda anche le prestazioni erogabili. L’USL precisa che le attività programmate, come la gestione delle patologie croniche e le prescrizioni ordinarie, devono essere distinte dalle necessità cliniche non differibili. Per queste ultime, il medico di Continuità assistenziale potrà valutare la situazione e disporre gli interventi appropriati, comprese le prescrizioni necessarie per terapie che non possono essere rinviate.
La riorganizzazione, dunque, non comporta secondo l’USL la sospensione dell’assistenza sanitaria nei giorni interessati, ma modifica il servizio attraverso il quale i cittadini potranno ottenere una risposta. Resta la differenza, evidenziata nella stessa nota aziendale, tra le prestazioni ordinarie precedentemente richiamate da Belloni e quelle non differibili che continueranno a essere garantite.
La direzione del Distretto Alto Tevere assicura infine che continuerà a monitorare la risposta assistenziale, con particolare attenzione alle persone anziane, fragili e prive di un medico di riferimento, e a fornire informazioni sulle modalità di accesso ai servizi.





