Pediatria: la Valtiberina esclusa dalla sperimentazione del teleconsulto

Ma associazioni e comitati non mollano: intanto hanno ottenuto un incontro con il dg Asl per chiedere ambulatori integrativi nel periodo invernale

Dobbiamo riconoscerlo: il momento attuale della pediatria in Valtiberina non è certo dei migliori. L’ultima notizia, concernente l’esclusione della provincia di Arezzo dalla sperimentazione del teleconsulto – quando la legge prevede espressamente che avvenga in tutto il territorio provinciale – non è stata presa bene: tante famiglie saranno costrette nel week-end a pagare o a rivolgersi spesso in modo improprio ai pronti soccorsi per curare i loro bambini che aspettano risposte. Dopo un lungo percorso consiliare e notevoli dubbi e difficoltà è stato approvato il testo finale che, partendo dal parere favorevole della maggioranza Pd, ha ottenuto il voto unanime anche dei partiti dell’opposizione. Il punto di equilibrio è stato trovato nel prevedere una fase sperimentale di 6 mesi con il teleconsulto su tutto il territorio regionale da integrarsi con 4 postazioni di guardia medica pediatrica in presenza nel weekend e nei festivi che effettueranno turni giornalieri di otto ore, al fine di ottenere il massimo numero di informazioni e arrivare al modello definitivo.

Dice Andrea Fiori, presidente di “Cuore di Bimbo”, che ha redatto il testo: “La legge è inequivocabile al riguardo, prevede testualmente che alla fine di tali sperimentazioni, entro il termine di sei mesi, la Regione debba individuare adeguate modalità per garantire la continuità assistenziale pediatrica sull’intero territorio regionale. Visto che le sperimentazioni partiranno a breve, entro la fine del 2026 la Toscana si dovrà dotare di un servizio di continuità assistenziale pediatrica. E il periodo sperimentale dovrà servire essenzialmente a dare formazioni aggiuntive per capire il sistema migliore per l’integrazione fra i due modelli in sperimentazione di teleconsulto pediatrico e di guardia medica in presenza. Così come non può essere in discussione che la legge prevede la sperimentazione del teleconsulto su tutto il territorio regionale. Anche qui il testo è chiarissimo e lo prevede senza porre restrizioni. Limiti che sono stati espressamente previsti per le postazioni di guardie mediche pediatriche in presenza dove è stato specificato che saranno in totale 4 (uno nell’Asl Firenze Centro e Asl Toscana Nord Ovest e due nella Toscana Sud Est). Da parte nostra non ci fermeremo fino a che la continuità assistenziale pediatrica non sarà operativa in tutta la toscana”, conclude Fiori.

E proprio le associazioni genitori di Sansepolcro, Anghiari, Badia Tedalda e Caprese Michelangelo e “Il Corsaro” di Pieve Santo Stefano si sono unite raggiungendo un prim obiettivo: quello di avere un incontro con il dottor Marco Fiore, direttore generale della Asl Toscana Sud Est. A quest’ultimo chiederanno che per il periodo invernale vengano attivati ambulatori integrativi almeno bi-trisettimanali a cui possano accedere tutti i bambini, indipendentemente dal pediatra o medico di riferimento, e che nel prossimo bando per la zona carente sia comunque inserita, come succede in altri ambiti toscani, l’indicazione dell’obbligatorietà di apertura dell’ambulatorio su Pieve Santo Stefano almeno due volte alla settimana e una volta a Caprese Michelangelo, dove esistono le case della comunità. All’incontro saranno presenti Andrea Fiori per “Cuore di bimbo”; Ermindo Pernici e Sara Lai, referenti di alcuni gruppi di genitori della Valtiberina e una mamma dell’associazione “Il Corsaro” di Pieve Santo Stefano.

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