C’è anche quello della Valtiberina – insieme a quelli del Casentino, di Castel del Piano, di Pitigliano e dell’Amiata Senese – fra i cinque ospedali della Asl Toscana Sud Est attualmente classificati come presidi di zona particolarmente disagiata. Ed è ai sindaci dei 29 comuni che fanno riferimento a questi nosocomi che hanno rivolto un appello l’associazione “Zeno Colò per l’ospedale Lorenzo Pacini di San Marcello Pistoiese” e il Crest (Comitato regionale emergenza sanità Toscana).
Al centro proprio il tema del riconoscimento di ospedale di area disagiata, che il presidio di San Marcello aveva ottenuto nel 2020, salvo vederselo revocato nell’ottobre 2022 “senza spiegazioni comprensibili per i cittadini”, affermano i promotori. Ecco allora la lettera ai primi cittadini chiedendo un gesto concreto: valutare la possibilità di promuovere in tutti consigli comunali una mozione affinché “i criteri applicati siano coerenti, equi e validi per tutti i territori che condividono le stesse condizioni di fragilità, senza eccezioni e senza esclusioni incomprensibili”.
Sulla base dei parametri previsti dal decreto ministeriale 70/2015, la Asl Toscana Sud Est ha classificato come ospedali di zone particolarmente disagiate il presidio del Casentino, quello della Valtiberina, l’ospedale civile di Castel del Piano, quello di Pitigliano e l’ospedale dell’Amiata Senese. A questo scopo ha tenuto conto di numero di abitanti serviti, accessi al pronto soccorso e distanze dagli ospedali di I o II livello.
Diversa la situazione del “Pacini” di San Marcello Pistoiese che, come tutta la provincia di Pistoia, fa riferimento alla Asl Toscana Centro: dopo il riconoscimento ottenuto con le delibere del 2020 e del febbraio 2022 ha perso la classificazione nell’ottobre dello stesso anno. Eppure “non sono cambiati i chilometri da percorrere, non sono cambiate le strade, né i tempi di percorrenza”, si legge nell’appello dell’associazione “Zeno Colò” e del Crest.
Nel testo viene richiamata anche una dichiarazione del presidente della Regione Eugenio Giani: ad agosto “ha incontrato una nostra delegazione e ha pronunciato parole semplici e potenti: «Se gli ospedali di area disagiata della ASL Sud Est hanno diritto a questo riconoscimento, lo stesso deve spettare alla Montagna Pistoiese». Quelle parole hanno ridato fiducia a una comunità stanca, ma non rassegnata, anche se purtroppo la delibera 1784 del 30/12/2025 ha confermato, giustamente, i vostri presidi di area disagiata e, ingiustamente, il nostro Lorenzo Pacini presidio ospedaliero elettivo senza pronto soccorso”.
“L’ingiustizia che si verifica in un luogo è una minaccia alla giustizia ovunque”, affermano i promotori dell’iniziativa citando Martin Luther King. Pertanto “se oggi si decide che un cittadino della montagna pistoiese vale meno di uno della costa o della valle, domani questa stessa logica di scarto potrebbe bussare alle porte di ogni area interna della nostra Toscana”.
Nell’appello ai sindaci si sottolinea che la richiesta non è quella di “schierarsi contro qualcuno”, ma “per un’idea di Toscana che non accetta cittadini di serie A e di serie B”, invitando le amministrazioni delle aree interne – Valtiberina compresa – a sostenere un principio di equità territoriale.





