La sfida di Mercati: quando università e privato pensano insieme la sanità di domani

Nasce a Perugia UNIBIOS, progetto che vede la collaborazione tra UniPg e Bios-Therapy Spa. Obiettivo: promuovere un nuovo approccio alla ricerca e alla didattica nelle scienze del vivente

«L’uomo non domina il mondo, deve costituirlo insieme agli altri organismi viventi. Per noi collaborare con un Ateneo di primo livello è un grande orgoglio». È con queste parole che Valentino Mercati, patron di Aboca e oggi CEO di Bios-Therapy Physiological Systems for Health S.p.A., ha commentato la nascita del progetto UNIBIOS, la nuova collaborazione tra l’azienda da lui guidata e l’Università degli Studi di Perugia. Un’iniziativa che intende portare nel campo medico e scientifico un cambio di paradigma: non più soltanto lo studio di singoli bersagli molecolari, ma la persona e l’ambiente come sistemi complessi, in cui l’intelligenza del vivente si intreccia con le tecnologie più avanzate.

Nel corso della presentazione ufficiale del progetto, svoltasi martedì 30 settembre presso la Sala del Rettorato di Palazzo Murena, Mercati ha ricordato che il percorso di ricerca del gruppo da lui fondato è cominciato quasi cinquant’anni fa proprio a Perugia, con l’idea di riconoscere “l’impronta digitale” di ogni organismo vivente, in continua trasformazione. Da allora l’intuizione si è evoluta fino alla nascita di Bios-Therapy, spin-off di Aboca dedicato alle scienze omiche e a nuovi processi terapeutici fisiologici da affiancare alle cure farmacologiche.

Attraverso la partnership con UniPg, ha spiegato l’imprenditore, l’obiettivo è ora quello di far “atterrare” la ricerca, traducendola in strumenti concreti, clinici e sociali che rispondano a nuove istanze quali ONE HEALTH e HTA (Health Technology Assessment): «L’Università insegna i concetti, ma l’azienda privata può renderli operativi. Con questa collaborazione pubblico-privato possiamo affrontare le nuove esigenze della ricerca e della sanità, anche in ambito di malattie cronico-degenerative e biotecnologie».

Cos’è Bios-Therapy e come nasce UNIBIOS

Il progetto UNIBIOS è stato avviato nel novembre 2024 grazie a un Accordo Quadro firmato dal rettore Maurizio Oliviero e da Valentino Mercati. L’intesa prevede il possibile coinvolgimento dei 14 dipartimenti dell’Ateneo e, al tempo stesso, la messa a disposizione da parte di Bios-Therapy del proprio know-how per sviluppare e applicare nuove tecnologie nelle scienze della vita, con l’obiettivo di favorire un’evoluzione sanitaria sostenibile nel medio-lungo periodo. L’azienda è oggi un punto di riferimento nelle scienze omiche applicate a “nuovi processi terapeutici”, in particolare quelli fisiologici, utilizzati in affiancamento o come supporto ai trattamenti farmacologici tradizionali.

Successivamente si è passati ad un Accordo Esecutivo, firmato il 20 marzo 2025 con il Dipartimento di Medicina, che ha portato alla creazione della sede di UNIBIOS e del Gruppo di Studio Multidisciplinare (GSM). Il gruppo è già operativo, grazie ai risultati ottenuti in due trial clinici condotti dall’Università di Perugia: uno coordinato da Patrizia Mecocci sul Mild Cognitive Impairment e l’altro guidato da Auro Caraffa sull’osteoartrite del ginocchio.

Il lavoro di UNIBIOS si concentra su ambiti tecnologici innovativi, che comprendono:

  • l’impiego di sostanze bioattive auto-assemblate dall’intelligenza naturale;
  • la definizione di attività fisiologiche che coinvolgono l’intero metabolismo umano;
  • trial clinici longitudinali personalizzati (N=1), pensati per una medicina di precisione.

Questi sviluppi saranno integrati con l’uso generativo dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di ridurre i costi e migliorare il rapporto rischio-beneficio dei trattamenti sanitari.

Un laboratorio condiviso

Alla presentazione del progetto, il direttore del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, prof. Vincenzo Talesa, ha messo in evidenza la possibilità di integrare le competenze di università e impresa senza intaccarne l’autonomia: «La pubblica istruzione e la sanità pubblica sono beni fondamentali del Paese, che ci permettono una longevità tra le più alte al mondo. La collaborazione con Mercati nasce da una visione condivisa: considerare la persona nel suo insieme e non la malattia come qualcosa di separato».

Accanto a lui, il dottor Jacopo Lucci, chief scientific officer di Bios-Therapy, ha sottolineato che la forza del progetto sta nel superamento del modello riduzionista, aprendosi alla complessità degli organismi e alla loro interazione con le terapie. È un passaggio che, secondo il professor Francesco Galli, rappresenta bene la cosiddetta “terza missione” dell’università, cioè la capacità di trasferire la ricerca alla società: «Una sfida alta e nobile, che guarda alla salute con una prospettiva One Health, includendo ambiente ed esseri viventi in un unico sistema».

Proprio l’invecchiamento della popolazione è tra le priorità indicate dalla professoressa Mecocci, che ha parlato di una medicina capace di riportare equilibrio all’organismo invece che adattarlo a parametri statistici: «In Italia viviamo a lungo, ma troppi anni in cattiva salute. Con la medicina dei sistemi possiamo intervenire in modo più personalizzato». Dello stesso avviso il professor Caraffa, che ha ricordato i risultati ottenuti in ortopedia con metodiche innovative sviluppate in collaborazione con il gruppo Mercati: «La ricerca deve sempre partire da solide basi scientifiche, ma deve avere ricadute pratiche, specie sulle fragilità che incontriamo ogni giorno».

UNIBIOS si presenta quindi come un esperimento innovativo e dalle enormi potenzialità: una struttura pubblico-privata che mette insieme i diversi dipartimenti dell’Università di Perugia e le competenze di un’impresa nata dal territorio, con l’ambizione di proporre modelli alternativi di cura più sostenibili e inclusivi. In un contesto in cui il costo delle terapie e lo squilibrio tra rischi e benefici dei farmaci sono diventati temi centrali, la scommessa è alta. Ma, come ha concluso Mercati, «Crediamo che insieme si possa affrontare con coraggio un mondo che cambia velocemente».

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