IL SEGRETARIO DI CGIL ALTA UMBRIA ALESSANDRO PIERGENTILI SI ESPRIME SUL SALVA BANCHE

Sull’allarme generale sollevato dal decreto salva banche e sulle sue ricadute anche in Altotevere , interviene oggi la Cgil Alta Umbria per voce del suo segretario Alessandro Piergentili. Il sindacato interviene sulla vicenda con una lettera aperta a tutti i sindaci dei Comuni dell’Alta Umbria. Un intervento, come ha detto Piergentili, assolutamente necessario per tutelare i risparmiatori che sono stati truffati dal sistema bancario e non sono stati tutelati dal governo. E nel territorio dell’Alta Umbria, da Nocera Umbra a san Giustino sono migliaia i piccoli risparmiatori che si sono rivolto alle sedei della Cgil e e a Federconsumatori per avere informazioni sugli effetti dei loro risparmi, all’indomani del decreto “ salva Banche”; molti anche per Città di Castello come riferito dalla Cgil che comunica di oltre 30 famiglie coinvolte con Banca Etruria. La Cgil si dichiara a totale disposizione di quan7ti vogliano informarsi o attivare le azioni necessarie per tutelare tutte quelle famiglie defraudate di risparmi accumulati da vite di lavoro. L’impatto sul territorio, che già per alcuni aspetti è stato devastato dalla crisi, è drammatico, sottolinea il segretario della Cgil; siamo oltre i 10 milioni di perdita secca che i risparmiatori di questo territorio hanno dovuto subire e che rischia di avere effetti ulteriormente negativi sulle famiglie e sul piccolo sistema produttivo. Per non parlare dei sentimenti di sfiducia che ingenera questa situazione e che certo non favorisce e no favorirà l’uscita dalla crisi. Da qui la necessità, secondo il sindacato, che i sindaci si facciano carico della situazione facendo le dovute pressioni sui parlamentari locali e nei confronti del governo affinchè ci siano interventi risarcitori e riparatori di scelte sbagliate, soprattutto non si salvaguardino le dirigenze delle banche, colpevoli di aver venduto prodotti alle persone non consapevoli e sapendo che erano ad altissimo rischio per le condizioni degli Istituti e della stessa Banca d’Italia che non ha svolto nessun ruolo di controllo. E per finire il sindacato della Cgil si rivolge più esplicitamente al mondo della politica e al Pd che governa, in quanto questo atto mina profondamente le basi del sistema democratico e di fiducia dei cittadini verso le istituzioni

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