Città di Castello: sindacati contro i vertici della Muzi Betti a dirosso dei lavori di riorganizzazione

I rappresentanti della Rsu e di Cgil, Cisl e Uil di categoria hanno presentato ai vertici della Muzi Betti richieste precise e lo hanno fatto a pochi giorni dalla riorganizzazione della struttura: contratti adeguati, una netta distinzione fra le attività di chi lavora per la cooperativa rispetto agli interni e una verifica puntuale sul numero del personale. La ristrutturazione del resto introduce ora un nuovo metodo assistenziale. Dai primi di luglio, infatti, gli ospiti saranno divisi in tre fasce in base alla gravità della patologia. Non più solamente due reparti: uno dedicato agli uomini e l’altro alle donne, ma i pazienti saranno accolti su tre settori di assistenza: bassa, media e alta. Ma è proprio questo che viene messo in discussione dalle organizzazioni sindacali, che ne parlano ora con il presidente dell’Opera Pia Muzi Betti Marco Savelli e con il consiglio di amministrazione. Cgil, Cisl e Uil chiedono che i dipendenti strutturati abbiano un contratto di tipo sanitario e non quello per gli enti locali e vogliono anche una netta distinzione delle attività fra coloro che operano per la cooperativa e i dipendenti. Se manca del personale – aggiungono i confederali – non sempre si può sostituire con addetti delle cooperative. Infine Rsu e sindacati chiedono che nella nuova riorganizzazione in bassa, media ed elevata assistenza siano garantiti i diversi aspetti dell’accoglienza sanitaria agli utenti e al tempo stesso la tutela professionale del personale. I vertici territoriali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Flp puntano il dito anche contro la scelta dell’amministrazione di procedere così rapidamente alla riorganizzazione dell’intera struttura. I vertici di Muzi betti vengono dunque accusati di disattendere «quanto disposto nel contratto integrativo aziendale». I sindacati e la Rsu parlano inoltre di una «non lineare» gestione dei rapporti, che sarebbe invece ideale per garantire un «percorso corretto e condiviso». Non solo: i confederali esprimono perplessità e dubbi a proposito del periodo in cui comincerà la fase sperimentale per la riorganizzazione e anche sul tavolo, convocato solo a ridosso dell’inizio di luglio. Vista la delicatezza della situazione – conclude la nota sindacale – è “fondamentale coinvolgere le istituzioni locali con l’intento di trovare le giuste e ponderate soluzioni che garantiscano, innanzitutto, l’incolumità e l’assistenza degli utenti assieme alla professionalità e l’incolumità del personale».

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