Medioetruria, viaggio a Rigutino con il Comitato SAVA: “Qui la soluzione per tre province”

TTV nell'area aretina indicata per la possibile stazione dell'Alta Velocità. Domenico Alberti illustra le ricadute per Umbria e Toscana contestando valutazioni tecniche e scelte politiche a favore di Creti: “Ci opponiamo alle falsità”

Una fermata dell’Alta Velocità al servizio delle province di Arezzo, Siena e Perugia, capace di intercettare un ampio bacino d’utenza e garantire l’interscambio tra la rete ferroviaria convenzionale e quella veloce. È questa la prospettiva sostenuta dal Comitato SAVA, Stazione Alta Velocità Arezzo, che continua a difendere l’ipotesi Rigutino per la realizzazione di Medioetruria, contestando la localizzazione di Creti individuata a seguito delle valutazioni tecniche di RFI.

Per approfondire le ragioni di questa posizione, la redazione di TTV ha raggiunto proprio Rigutino, nel territorio comunale di Arezzo, accompagnata da Domenico Alberti, segretario del Comitato SAVA. Un sopralluogo nell’area individuata dai sostenitori della proposta aretina per mostrare le caratteristiche del sito e affrontare una delle principali questioni infrastrutturali ancora aperte tra Umbria e Toscana.

Rigutino e l’interscambio tra le due reti ferroviarie

«Questo è il luogo indagato da ben tre atenei universitari», esordisce Alberti, sostenendo che le caratteristiche dell’area, in termini di bacino d’utenza, costi di realizzazione e collegamenti esistenti, permetterebbero di realizzare una stazione competitiva al servizio delle tre province.

Il segretario del SAVA indica la presenza della strada regionale 71, della provinciale 23 e della viabilità comunale, insieme alla vicinanza tra la ferrovia convenzionale e la Direttissima. Proprio la possibilità di realizzare un interscambio ferro-ferro rappresenta uno degli argomenti principali a sostegno di Rigutino.

Per Alberti l’intermodalità costituisce molto più di un semplice vantaggio locale, poiché risponde a un’esigenza più generale di integrazione dei sistemi di trasporto. Il riferimento è anche alla stazione AV Mediopadana di Reggio Emilia, che il Comitato richiama come esempio nel confronto sulle infrastrutture ferroviarie.

«Il SAVA si è costituito l’11 febbraio 2022 come comitato promotore di opera pubblica – ricorda il segretario – In questi anni abbiamo raccolto oltre 8mila firme e promosso iniziative istituzionali, audizioni e approfondimenti di vario genere».

La contestazione della scelta di Creti

Il confronto si sposta quindi sulle valutazioni che hanno portato a preferire Creti, località nel territorio di Cortona, rispetto alle altre localizzazioni esaminate. Alla domanda se la posizione del Comitato si opponga direttamente ai sostenitori di quella ipotesi, Alberti risponde senza esitazioni: «La nostra posizione si oppone alle falsità».

Il segretario del SAVA accusa alcuni interlocutori istituzionali di aver utilizzato dati e parametri che ritiene non corretti, sostenendo che il Comitato abbia richiesto per undici volte un incontro chiarificatore senza ottenere riscontro. «Ciò che viene affermato anche in tavoli istituzionali non sempre corrisponde al vero», afferma.

Nel mirino finiscono soprattutto le valutazioni economiche e tecniche richiamate dal tavolo ministeriale. Alberti cita le stime di 79 milioni di euro per Creti, 90 milioni per Chiusi e 136 milioni per Rigutino, contestando i criteri utilizzati per confrontare le diverse soluzioni. «Noi abbiamo controverificato anche questi studi», sostiene, aggiungendo: «Ci sembra che sia da rivedere realmente tutto». Il Comitato si dichiara inoltre disponibile a sostenere le proprie argomentazioni attraverso ulteriori perizie di carattere scientifico.

I numeri del SAVA: il bacino d’utenza e le prospettive della E78

Alberti richiama più volte gli studi che, secondo il Comitato, dimostrerebbero la maggiore capacità di Rigutino di servire i territori interessati. Tra le cifre citate figura un potenziale bacino di 1,7 milioni, che il segretario ritiene possa crescere fino a sfiorare i 3 milioni con il completamento della E78 e il miglioramento dei collegamenti verso la valle del Metauro.

«Contro i dati non valgono argomenti e contro i numeri, quelli veritieri, oggettivamente riscontrati da più esperti, non possiamo continuare ad indugiare», afferma Alberti, richiamando le difficoltà economiche e infrastrutturali di numerosi territori del Centro Italia. Il segretario ritiene inoltre che una convergenza politica su Rigutino non richiederebbe nuovi studi preliminari, alla luce degli approfondimenti che il Comitato considera già disponibili.

Umbria e Toscana, la partita politica e le ricadute sulla Valtiberina

Nel corso dell’intervista Alberti affronta anche il mutato scenario politico, richiamando l’intesa tra Umbria e Toscana e le dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini sulla possibilità di procedere attraverso un accordo tra i territori. Secondo il SAVA, Rigutino non rappresenterebbe una scelta esclusivamente aretina, ma una soluzione capace di rispondere anche alle esigenze delle popolazioni umbre.

«La soluzione di Rigutino in realtà soddisfa le necessità anche dell’Umbria, perfino di Perugia», sostiene Alberti, contestando le valutazioni sui tempi di accesso automobilistico alla possibile fermata di Creti. Il segretario richiama esplicitamente Arezzo, Casentino e Alta Valle del Tevere umbro-toscana, territori che, a suo giudizio, rischierebbero di essere penalizzati da una localizzazione incapace di valorizzare adeguatamente i collegamenti ferroviari esistenti.

Le accuse sugli interessi privati e la risposta del Comitato

Un altro passaggio particolarmente duro riguarda le dichiarazioni di alcuni esponenti politici che hanno sollevato dubbi sull’esistenza di interessi privati legati ai terreni interessati dall’ipotesi Rigutino. Alberti respinge categoricamente queste ricostruzioni: «Noi non solo non abbiamo, non possediamo e non vantiamo alcun diritto di natura reale sui terreni oggetto d’indagine della stazione in Alta Velocità, ma non abbiamo neanche indirettamente e o potenzialmente delle interessenze», dichiara.

Il segretario del SAVA aggiunge che il Comitato non cerca appalti né carriere politiche e annuncia la disponibilità a tutelare la propria posizione nelle sedi giudiziarie, anche europee. «Li invitiamo, aspettandoli con insistenza, nelle aule di tribunali, fino alla Corte di Giustizia europea», afferma, prospettando anche possibili iniziative collettive a tutela degli interessi che il Comitato ritiene coinvolti.

«Un territorio senza infrastrutture è destinato a morire»

L’ultima parte del confronto riguarda il rischio che il protrarsi dello scontro tra localizzazioni finisca per compromettere la realizzazione stessa di Medioetruria. «Sarebbe un grave ed irreparabile danno», risponde Alberti, rivolgendo un appello alla responsabilità delle istituzioni e dei soggetti coinvolti.

Il segretario richiama una prospettiva di circa 300 treni giornalieri sulla Direttissima e sostiene che intercettarne anche soltanto una parte, indicativamente una ventina, potrebbe generare importanti opportunità economiche e di mobilità per le province interessate. Il riferimento conclusivo è allo sviluppo delle infrastrutture come condizione per la competitività dei territori, con un parallelo alla realizzazione dell’Autostrada del Sole. «Un territorio senza infrastrutture è destinato a morire», conclude Alberti.

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