Filiere agricole sostenibili: la nostra valle può cambiare passo?

Di questo si parlerà domani a San Giustino in un incontro aperto alla popolazione per immaginare nuove strade di sviluppo assieme a istituzioni e addetti ai lavori

“Non solo produzione, ma tutela dell’ambiente e della salute per la creazione di valore condiviso.”

A San Giustino si apre un capitolo importante per la nostra vallata. Domani, sabato 11 ottobre, Villa Graziani ospiterà il primo incontro operativo del Tavolo Agricoltura nell’ambito del Distretto interregionale di Economia Civile, promosso dalla Fondazione Progetto Valtiberina. Un’iniziativa aperta alla popolazione, che seguiremo con attenzione e grande fiducia. Perché a essere convocati, stavolta, non sono slogan o promesse, ma gli attori reali della filiera agricola locale. Imprenditori, tecnici, esperti, rappresentanti istituzionali: tutti chiamati a confrontarsi su un tema che tocca da vicino storia, identità, sviluppo economico e ambiente.

Nella nostra valle l’agricoltura rappresenta ancora oggi la colonna portante della vita e del lavoro. E proprio per questo è necessario interrogarsi sul presente e sul futuro, sulla sostenibilità delle pratiche, sull’innovazione possibile, sulla capacità di restare competitivi senza rinunciare alla cura del territorio. Il tema dell’incontro – “Innovazione di filiera e Agricoltura 5.0” – è il tentativo, tutt’altro che scontato, di portare anche in provincia uno sguardo nuovo, lucido e consapevole. Un approccio che tiene insieme visione e concretezza. L’intervento dell’on. Dario Nardella, oggi membro della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, porterà un punto di vista utile su scenari e opportunità da cogliere a livello comunitario.

Tra i momenti più significativi dell’evento, la tavola rotonda con alcune imprese locali che stanno già sperimentando soluzioni alternative, e in particolare due aziende impegnate in nuove pratiche capaci di ridurre l’uso di input chimici nella coltivazione del tabacco. Un’innovazione vera, che non arriva da startup di passaggio ma da realtà radicate nel territorio. Un approccio che segue la scia di esperienze già consolidate come quella delle piante officinali, altro grande tema al centro della mattinata con la testimonianza del CEO di Aboca, Massimo Mercati, che assieme ad Agricooper parlerà di “filiere strategiche per la creazione di valore in vallata”. Ed è proprio questo il valore di ciò che sta nascendo: la volontà di fare rete, di unire conoscenze, esigenze e risorse per costruire insieme una nuova idea di agricoltura.

Il Distretto di Economia Civile sta lanciando segnali importanti al territorio. Dopo i primi tavoli dedicati alla governance e alle Società Benefit, quello di domani è il passaggio naturale – e necessario – per un progetto che si propone di essere laboratorio permanente di economia sostenibile per la nostra vallata. Un percorso che ha già raccolto l’adesione di sette Comuni dell’Alta Valle del Tevere e che ora chiede al mondo agricolo di contribuire in prima linea. Perché il cambiamento non arriva dall’alto: si costruisce insieme. E perché la trasformazione della nostra valle passa anche da qui, dalla capacità di rinnovare ciò che da sempre la nutre – in tutti i sensi.

Come TTV, saremo presenti e continueremo a raccontare questo cammino. Da due anni accompagniamo il progetto del Distretto di Economia Civile con crescente chiarezza e convinzione, e continueremo a farlo. Perché crediamo che dentro questa sfida ci sia un pezzo fondamentale del nostro futuro.

Filiere agricole sostenibili: la nostra valle può cambiare passo? - Editoriale, Attualità | TTV.it

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