Una giornata dedicata a chi cerca lavoro in Valtiberina. La ricerca del lavoro oggi è un fatto complesso e diverso dal passato, poiché tipologie d’impiego, metodi per cercare lavoro e competenze richieste sono cambiate radicalmente nel corso degli anni. Per affrontare questa nuova sfida la Banca di Credito Cooperativo di Anghiari e Stia nel 2024 ha lanciato il “Job Day”, la cui seconda edizione si è svolta sabato 17 maggio a Villa Gennaioli ad Anghiari.
Un’idea semplice ma efficace: rappresentanti delle aziende locali, in cerca di nuovi dipendenti per coprire mansioni diverse, vengono invitati presso lo spazio messo a disposizione dall’istituto di credito, dove possono incontrare direttamente i candidati interessati. Le aziende ospiti di quest’anno sono state Kemon, BMA Maglificio, Tecnicart, Tratos e Mad Automation.
Non solo, oltre agli incontri con le aziende per conoscere la loro attività e svolgere colloqui, la giornata è stata anche un’occasione di formazione e orientamento al lavoro grazie al contributo di Fabiana Andreani, career mentor e digital content creator, la quale ha dichiarato: “L’obiettivo di oggi è quello di dare la possibilità alle persone di credere che una carriera sostenibile sia possibile ovunque. Con ‘sostenibile’ intendo ‘a propria misura’, che vuol dire che non è detto si debba andare per forza in una grande città, perché è possibile trovare lavoro anche qui. Se ci fosse un solo consiglio che potrei dare a una persona giovane che cerca lavoro le direi ‘cerca di capire quali sono le tue priorità’ perché è da lì che poi si incomincia a capire quali sono le strade da scegliere e le opportunità”.
L’evento si è svolto nella nuova sala polivalente nella parte superiore del giardino di via Nova 38, nuovo spazio costruito dalla Bcc per ospitare gli eventi pubblici. A inaugurare l’evento, alle 15, è stato il direttore Fabio Pecorari, il quale ha dichiarato: “Siamo fieri di questa iniziativa e auspichiamo che sempre più istituti di credito cerchino di imitarci e fare da ponte tra i giovani e le aziende del territorio”. A parlare dopo è stato Andrea Dini, rappresentante del gruppo Giovani Soci della Bcc, che ha dichiarato: “Lo scorso anno abbiamo ideato questa iniziativa e ci siamo occupati di chiedere alle aziende ospiti quali figure cercassero. Il risultato è che, su 40 partecipanti, ben 4 hanno trovato lavoro”.
A seguire si è svolta una tavola rotonda con i rappresentanti delle aziende: Valentina Manuali di Kemon, Marcello Brizzi di BMA Maglificio, Agnese Zampieri di Tecnicart, Ennio Bragagni Capaccini di Tratos e Francesco Maurizi di Mad Automation, moderati da Fabiana Andreani. Ognuno di loro ha raccontato la storia della propria azienda, i propri punti di forza, scelto una parola per rappresentare la propria filosofia aziendale e descritto le caratteristiche che dovrebbero avere i candidati ideali che vogliono lavorare con loro. Zampieri, ad esempio, ha sottolineato come i giovani siano desiderosi di lavorare e dare un contributo forte in azienda, mentre Bragagni Capaccini ha affermato come il titolo accademico sia importante, ma non esaurisce le conoscenze che si possono acquisire sul lavoro e non definisce una persona.

Dopo la presentazione e una breve pausa, si sono svolti i colloqui individuali con i referenti delle aziende e il panel sulle strategie per trovare lavoro, curato da Andreani. Tutto parte dal lessico: “Carriera vuol dire ‘percorso’ – ha spiegato la formatrice –. Il lavoro è un ruolo, ma la carriera è una strada che può anche essere non lineare. Il mio percorso non c’entra niente con i miei studi, io ho fatto un dottorato in Linguistica giapponese e poi sono finita a fare tutt’altro. Una carriera anzitutto deve essere sostenibile, anche perché la longevità aumenta e con essa il tempo che noi dedichiamo al lavoro. Pensare che valgano solo i primi 30 anni è un’idea passata. Treccani nel 2023 ha inserito nel suo vocabolario una nuova parola che si chiama ‘transilienza’, ovvero la capacità di elaborare e sviluppare risorse e competenze trasferibili tra professioni, funzioni e ruoli diversi. Nel mondo di oggi è sempre più frequente cambiare lavoro e fare cose diverse, quindi la capacità di trasferire le competenze sarà sempre più utile”.
La giornata si è conclusa con una premiazione speciale: Fabrizio Lepri, musicista e direttore dell’Anghiari Art School, ha presentato, insieme al direttore Fabio Pecorari, un progetto per la ricostruzione di strumenti musicali del 1400. Benché noi conosciamo la musica del periodo grazie a spartiti e fonti storiche, purtroppo nessuno strumento di quel secolo è sopravvissuto fino ai giorni nostri. Il progetto si è posto come obiettivo la “de-estinzione” di questi oggetti: grazie al lavoro del giovano liutaio di origine armena Mher Sargsyan è stato possibile ricostruire alcuni strumenti partendo da descrizioni e dipinti del tempo e sarà possibile suonarli. Tali opere verranno consegnate agli studenti del conservatorio di Ferrara e verranno usati per ascoltare, nel modo più fedele possibile, come suonava la musica seicento anni fa. Per questo a Sargsyan è stato consegnato il Premio Melagrana 2025.





