Un’impresa capace di creare più valore di quanto ne prenda, non soltanto dal punto di vista economico, ma anche per le persone, le comunità e l’ambiente. È dedicata al passaggio dai modelli di business estrattivi a quelli rigenerativi la terza puntata di “Capra & Cavoli”, il podcast promosso dalla Fondazione Progetto Valtiberina e sostenuto da BPER Banca all’interno del progetto “Imprese per il bene comune”, inserito nel percorso del Distretto di Economia Civile dell’Alta Valle del Tevere.
Dopo Michele Manelli di Salcheto Organic Winery e Virginia Castellucci di 3Bee, la serie condotta da Luca Colocucci prosegue con Eric Ezechieli, fondatore insieme a Paolo Di Cesare e Chief Evolution Officer di NATIVA, Regenerative Design & Innovation Company, Società Benefit e prima B Corp italiana.
Il punto di partenza è proprio il concetto di rigenerazione. «Attraverso le tue attività e per il fatto stesso che tu esisti come persona o, per esteso, come azienda, lasci delle condizioni e crei un mondo migliore di quello che hai trovato», spiega Ezechieli. Una prospettiva che porta a ripensare il ruolo stesso dell’impresa, andando oltre la creazione di valore per gli azionisti per includere tra i portatori di interesse anche persone, comunità, ambiente e generazioni future.
La differenza tra i due modelli viene sintetizzata da Ezechieli in una formula: «Un modello estrattivo prende più valore di quello che crea, un modello rigenerativo crea più valore di quello che prende». L’obiettivo è quindi fare in modo che la presenza stessa di un’azienda produca condizioni migliori rispetto a quelle che avrebbe lasciato se non fosse esistita.
Una trasformazione che, secondo il fondatore di NATIVA, non riguarda soltanto l’etica. I modelli economici che producono valore distruggendo comunità, impoverendo le persone o degradando l’ambiente non possono infatti funzionare nel lungo periodo. Al contrario, sostiene Ezechieli, le imprese che contribuiscono a risolvere i problemi possono diventare più profittevoli e virtuose anche secondo i tradizionali parametri economici.
La conversazione affronta anche gli ostacoli alla diffusione di questo paradigma. Il primo è culturale: «Siamo ancora ignoranti rispetto alla comprensione degli impatti che generiamo con un modello estrattivo e siamo altrettanto ignoranti rispetto ai vantaggi e ai miglioramenti che potremmo avere con un modello rigenerativo». A questo si aggiungono gli interessi economici legati ai settori che continuano a trarre vantaggio dai modelli esistenti e la capacità delle grandi lobby di influenzare le scelte politiche e rallentare l’innovazione.
Al centro della puntata c’è poi il fattore tempo, di fronte alla crisi climatica e al progressivo esaurimento delle risorse naturali disponibili. Per Ezechieli la velocità del cambiamento dipende soprattutto dalla priorità che società, politica e sistema economico decidono di attribuirgli. «Possiamo cambiare tante cose in poco tempo», osserva, ricordando quanto rapidamente comportamenti e sistemi produttivi possano essere riconfigurati quando una crisi rende necessario intervenire.
Se in passato la speranza era quella di un adattamento proattivo, oggi lo scenario delineato da Ezechieli è differente: «Adesso credo che ci adatteremo abbastanza rapidamente, però in maniera reattiva, a fronte di shock e crisi di varia natura». Un processo che potrebbe essere tutt’altro che lineare e procedere con velocità molto diverse nelle varie aree del mondo.
In questo scenario, essere preparati può rappresentare un vantaggio competitivo. Le aziende più innovative, sottolinea Ezechieli, continuano a portare avanti i propri programmi di sostenibilità anche se in maniera meno visibile rispetto al passato. Chi ha già investito in efficienza, sostenibilità e capacità di adattamento può infatti trovarsi in condizioni migliori quando una crisi modifica improvvisamente il contesto economico.
La riflessione finale torna sul rapporto tra esseri umani e cambiamento. Ezechieli descrive quanto stiamo vivendo come parte di un più ampio processo di evoluzione, nel quale anche innovazione e sviluppo tecnologico sono espressione della natura. A lasciarlo perplesso è soprattutto la possibilità di continuare a scegliere comportamenti che danneggiano contemporaneamente gli altri e noi stessi: «Ci sono modi più intelligenti di fare le cose, allora cerchiamo di promuoverli il più possibile».
“Capra & Cavoli” proseguirà nelle prossime settimane con altri protagonisti del mondo imprenditoriale e dell’innovazione sostenibile. Dopo Salcheto, 3Bee e NATIVA, il primo ciclo prevede le puntate con Sonia Ziveri di Davines e Stefano Innocenti di Graficonsul. La serie è disponibile sulle principali piattaforme podcast, tra cui Spotify, YouTube, Apple Podcasts, Amazon Music e Spreaker.





