Dalle scelte che nei prossimi anni ridisegneranno la Politica Agricola Comune alle sperimentazioni già condotte nei campi dell’Alta Valle del Tevere. È stato questo il doppio livello del confronto che venerdì 23 ottobre ha animato Villa Graziani, a San Giustino, per una giornata interamente dedicata al futuro dell’agricoltura.
Istituzioni europee e nazionali, università, organizzazioni del settore biologico, associazioni di categoria, imprese e produttori si sono confrontati prima sulle prospettive delle politiche comunitarie e, nel pomeriggio, sui risultati maturati nel primo anno di attività del Tavolo Agricoltura del Distretto Interregionale di Economia Civile dell’Alta Valle del Tevere umbra e toscana.
Biologico e futura PAC, il confronto parte dall’Europa
La sessione mattutina, dedicata al tema “Il Biologico come leva della resilienza territoriale e dell’autonomia strategica europea”, ha portato a San Giustino il dibattito sul futuro della PAC, sul nuovo quadro finanziario pluriennale dell’Unione, sugli investimenti e sulle prospettive di crescita del mercato biologico.
Tra i protagonisti del confronto gli Onorevoli Dario Nardella e Camilla Laureti per il Parlamento europeo, il sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo (del quale è stato proiettato un videomessaggio), il prof. Angelo Frascarelli dell’Università degli Studi di Perugia, Eduardo Cuoco di IFOAM Organics Europe, Maria Grazia Mammuccini di FederBio, Luigi Scordamaglia e Paolo Di Stefano di EAT Europe e Nicoletta Maffini di AssoBio.
Uno dei temi più ricorrenti ha riguardato la necessità di accompagnare la transizione verso modelli produttivi più sostenibili con strumenti economici sufficientemente stabili e prevedibili.
Il nodo riguarda in particolare la futura PAC: dal confronto è emersa la richiesta di preservare un sostegno specifico al biologico, sia per le aziende che scelgono di avviare una conversione sia per quelle che già operano con questo metodo produttivo.
Sul tavolo anche la competitività. Perché la sostenibilità ambientale possa consolidarsi nel tempo, è stato sottolineato, deve trovare un equilibrio con la capacità delle imprese di sostenere gli investimenti, essere remunerate dal mercato e continuare a produrre reddito.
Il Tavolo Agricoltura presenta i primi risultati
Nel pomeriggio il punto di osservazione si è spostato direttamente sulla Valtiberina. A un anno dall’avvio del Tavolo Agricoltura del Distretto di Economia Civile, l’incontro “L’agricoltura: nuova protagonista dello sviluppo dei territori” è servito a fare il punto sulle prime attività concrete promosse nell’ultimo anno.
Una parte significativa del confronto è stata dedicata alle sperimentazioni condotte sul territorio durante la campagna agricola 2026, in particolare nel comparto del tabacco Kentucky.
Le aziende coinvolte hanno testato nuovi macchinari, tecniche e modalità di trattamento finalizzate a ridurre l’impatto ambientale delle coltivazioni e a rendere più efficienti alcune lavorazioni. Le esperienze sono state raccontate direttamente dagli agricoltori che hanno partecipato alle prove e discusse insieme agli altri attori della filiera.
Il tema ha fatto emergere uno dei nodi centrali dell’intera giornata: la disponibilità delle imprese agricole a sperimentare pratiche più sostenibili si accompagna alla necessità di valutarne con attenzione costi, efficacia e sostenibilità economica.
Un questionario fotografa l’agricoltura del territorio
Il secondo momento del pomeriggio è stato dedicato alla presentazione dei risultati del questionario sull’agricoltura locale. A illustrare i dati è stato Stefano Ciliberti, ricercatore in Economia Agraria dell’Università degli Studi di Perugia. La fotografia emersa dall’indagine è stata quindi commentata dalle associazioni di categoria, con gli interventi dei rappresentanti locali di CIA, Coldiretti e Confagricoltura.
Il confronto ha consentito di affiancare alle prove sperimentali una lettura più complessiva delle esigenze delle imprese agricole, delle difficoltà che incontrano e delle prospettive sulle quali il territorio può provare a costruire le proprie politiche future.
L’obiettivo del Tavolo, in questa fase, è proprio quello di mettere insieme dati, esperienze e competenze diverse: quelle di chi produce, di chi rappresenta le aziende, del mondo della ricerca e delle imprese che operano nelle filiere di trasformazione.
Innovare senza compromettere la sostenibilità economica
La giornata si è conclusa con una tavola rotonda dedicata alle prospettive del settore, con Massimo Mercati, amministratore delegato di Aboca, Stefano Mariotti, amministratore delegato di Manifatture Sigaro Toscano, e Gennaro Masiello, presidente di ONT Italia e Unitab Europa.
Il confronto ha restituito una questione destinata a rimanere centrale anche nei prossimi anni: come accelerare l’innovazione e ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura senza compromettere la capacità economica delle imprese e la tenuta sociale dei territori. Da una parte la richiesta di procedere con maggiore decisione verso tecniche e produzioni sostenibili; dall’altra la necessità, richiamata dal mondo produttivo, che nuovi macchinari, sperimentazioni e cambiamenti nei sistemi di coltivazione siano accompagnati da risorse, investimenti e politiche pubbliche adeguate.
A sintetizzare il tema è stato il sindaco di San Giustino e coordinatore del Tavolo Agricoltura Stefano Veschi: «La parola d’ordine è equilibrio. Equilibrio tra sostenibilità economica, ambientale e sociale». Una formula che riassume probabilmente anche il principale terreno sul quale si giocherà la trasformazione dell’agricoltura locale: trovare nuove strade produttive e ambientali senza perdere di vista redditività delle imprese, occupazione e ruolo che il settore continua ad avere nell’economia dell’Alta Valle del Tevere.





