Uno spazio di confronto sui diritti umani e su come l’esperienza del confine – geografico, linguistico, sociale – possa diventare una forma di creazione, relazione e trasformazione collettiva: è questo il fulcro dell’incontro pubblico con Soumaila Diawara, scrittore e attivista originario del Mali, in programma venerdì 5 settembre alle 18:00 negli spazi di CasermArcheologica a Sansepolcro.
A dialogare con lui sarà Marco Paolucci, responsabile del progetto SAI Castiglion Fibocchi di Oxfam Italia, con cui si esploreranno temi legati all’accoglienza, all’identità e alla creazione di spazi di relazione. L’iniziativa si inserisce all’interno del laboratorio di scrittura creativa condotto da Diawara tra il 4 e il 7 settembre, distribuito tra CasermArcheologica e la Tipografia Grifani Donati di Città di Castello, dove i partecipanti sperimenteranno tecniche tradizionali di stampa a caratteri mobili.
Soumaila Diawara è nato a Bamako, dove si è laureato in Scienze Giuridiche. Attivo nei movimenti studenteschi e nella società civile maliana ha ricoperto ruoli di responsabilità nel partito di opposizione SADI. Nel 2012, in seguito a false accuse legate a un’aggressione al Presidente dell’Assemblea Legislativa, è stato costretto a lasciare il Paese e ha raggiunto l’Italia attraverso la rotta migratoria del Mediterraneo centrale.
Attraverso la scrittura, Diawara elabora un linguaggio di resistenza e testimonianza. Tra le sue pubblicazioni si ricordano Sogni di un uomo, La nostra civiltà e Le cicatrici del porto sicuro, opere in cui intreccia memoria personale, denuncia politica e immaginazione.





