Inaugurata la mostra “Dalla carta, al vetro, al fuoco”

Allo Spazio Bernardini Fatti i cartoni preparatori della grande vetrata del Cenacolo

Si è tenuto ieri, presso il Museo della Vetrata di Sansepolcro, l’inaugurazione della mostra “Dalla carta, al vetro, al fuoco”, che espone al pubblico i cartoni preparatori che servirono da base per la creazione della versione in vetro del Cenacolo leonardesco.

Fu infatti a partire da tali tavole che le giovani Rosa e Cecilia Caselli, fra il 1937 e il 1942, presero spunto per realizzare la vetrata oggi custodita all’interno dello Spazio Bernardini Fatti e una prima versione che si trova in un cimitero di Los Angeles.

Come ha infatti raccontato Anna Falsettini, pronipote delle autrici, la prima opera venne commissionate alle due sorelle negli anni ’20 da un americano, Mr. Eaton, desideroso di finanziare delle riproduzioni di grandi capolavori dell’arte italiana. La grande struttura venne quindi notata in California da Luigi Fatti, che ne volle ordinare una anche per la sua città: Sansepolcro.

Fra mille peripezie, non ultime le difficoltà dovute alla Seconda Guerra Mondiale, la vetrata venne ultimata, ma anche per via della mancata realizzazione di un nuovo ospedale biturgense, nella cui cappella sarebbe stato collocato il Cenacolo, quest’ultimo non riuscì a trovare uno spazio adeguato, finendo quasi per far perdere le proprie tracce.

Fortunatamente, nel 1992 l’opera venne portata fuori dai magazzini in cui si trovava ed esposta all’interno della chiesa di San Giovanni Battista, poi divenuta sede del Museo della Vetrata, dove dimora tutt’oggi.

Un cammino lungo e tortuoso, i cui primi passi vengono riportati alla luce dalla mostra “Dalla carta al vetro, al fuoco”, che si colloca all’interno dei festeggiamenti per quello che l’ONU ha dichiarato “Anno Internazionale del Vetro.”

All’inaugurazione era presente anche l’assessore alla cultura Francesca Mercati, che ci ha tenuto a ringraziare la curatrice del museo Antonella Farsetti per il lavoro che l’associazione svolge nella valorizzazione dell’arte della lavorazione del vetro e nella gestione dello Spazio Bernardini Fatti. “Questo è un luogo estremamente evocativo e importante dal punto di vista storico, culturale e identitario per la nostra città”, ha poi dichiarato l’assessore. “Qui abbiamo una grandissima sinergia che è data dal comune, proprietario dell’opera, e dalla diocesi che ha fornito questo importantissimo luogo. Una realtà originalissima e forse unica, che ha trovato una giusta possibilità di fruizione e un soggetto forte come l’associazione culturale DiVetro.”

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