Sarà inaugurata sabato 19 settembre, dalle 18 alle 20, alla Galleria dell’Associazione Franco Alessandrini di via Niccolò Aggiunti 126, a Sansepolcro, la mostra “Superficie”, nuovo progetto dell’artista Franco Alessandrini. Nei giorni successivi l’esposizione sarà visitabile su appuntamento, contattando l’autore o i volontari dell’associazione.
Alessandrini, originario di Sansepolcro e attivo per gran parte degli ultimi cinquant’anni a New Orleans, presenta una serie di lavori che proseguono la sua ricerca sulla frammentazione dell’immagine, introducendo anche nuovi elementi tecnici. Nelle opere il colore viene steso attraverso velature e successivamente attraversato da una trama di segni che l’artista definisce “scarabocchi”, utilizzati come filo conduttore della composizione. Alessandrini parla, per questi lavori, di “tempere pastellate”.
Al centro della mostra c’è il rapporto tra l’uomo e le superfici digitali, in particolare gli schermi di telefoni e tablet. «Queste immagini sono riflessi degli sguardi sulla superficie del telefonino. Si guarda e siamo guardati. Dimenticando gli schemi classici accademici della composizione. Immersi in una geometria casuale», scrive Alessandrini nella prefazione alla mostra.
Le immagini frammentate diventano così una riflessione sulla quantità di contenuti visivi che attraversano quotidianamente gli schermi e sul modo in cui la tecnologia modifica la percezione della realtà. Nelle opere ricorre anche il tema delle onde, collegato dall’autore alla presenza sempre più pervasiva dei dispositivi elettronici.
Nel materiale di presentazione Alessandrini ripercorre inoltre, in sintesi, l’evoluzione della rappresentazione artistica fino alla contemporanea “civiltà dello schermo”. «Da quando ci si sveglia a quando ci si addormenta guardiamo quella superficie e lei guarda noi. Illusi che quella sia realtà. Il Realismo che cercavamo», si legge nel pieghevole della mostra. E ancora: «Questo è tutto il nostro progresso artistico e tecnologico: adesso, invece di guardare quel muro dipinto con il Realismo, guardiamo questa piccola superficie, e ormai non possiamo farne a meno. L’illusione del Realismo. La nostra realtà. Superficiale!».





