“Nessuna irregolarità su sicurezza e droga”: nuovi chiarimenti dalla proprietà del locale sequestrato

“Parlo per tutelare l’immagine dell’attività e dei ragazzi che la gestiscono. Si rischia di creare una narrazione distorta rispetto ai fatti”

A margine della prima replica diffusa nei giorni scorsi, il proprietario dell’immobile che ospita il locale oggetto del sequestro preventivo a Città di Castello torna a intervenire per fornire ulteriori chiarimenti e tutelare l’immagine dell’attività e delle persone coinvolte.

Uno dei primi aspetti della sua ricostruzione dei fatti riguarda la sicurezza della struttura. «Il locale è regolarmente autorizzato come pubblico esercizio – afferma – con una capienza dichiarata di 100 persone e una via di uscita larga 160 centimetri, quindi superiore ai 120 centimetri previsti dalla normativa». Il proprietario chiarisce inoltre che all’interno dell’immobile sono presenti cucine e locali adibiti a magazzino, ma che tali spazi non risultano attualmente operativi né utilizzabili per l’attività, per motivi tecnici, e non erano quindi parte dell’esercizio al momento dei controlli.

Per quanto riguarda il capitolo stupefacenti, il proprietario intende fare una puntualizzazione netta. «Il verbale dell’ultimo controllo interforze ha avuto esito negativo – sottolinea –. Anche le verifiche con le unità cinofile non hanno rilevato nulla all’interno del locale». L’episodio relativo a una persona trovata in possesso di modiche quantità di sostanza stupefacente, viene spiegato, non sarebbe collegato al blitz che ha portato al sequestro. «Si tratta di un fatto isolato, avvenuto circa due settimane prima, che non ha nulla a che vedere con l’ultimo intervento».

Il proprietario tiene poi a ribadire la distinzione tra la proprietà dell’immobile e la gestione dell’attività, chiarendo che i gestori sono subentrati da poco tempo. «Parliamo di ragazzi giovani – afferma – che si sono sempre comportati correttamente, hanno investito tempo e risorse e hanno dimostrato serietà e buona volontà». Un chiarimento che, spiega, ritiene necessario per evitare che la vicenda venga letta in modo generalizzato o sommario.

«Il mio intervento non è per fare polemica, ma per evitare che si consolidi un racconto che non corrisponde ai fatti e che rischia di danneggiare persone che stanno lavorando in modo corretto». In attesa degli sviluppi sul piano amministrativo e legale, il proprietario ribadisce infine che ogni valutazione definitiva spetterà alle sedi competenti, auspicando che il confronto possa ora spostarsi su un piano di maggiore chiarezza e oggettività.

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