“Una Valtiberina da valorizzare”: il turismo locale al centro del confronto politico

L'iniziativa di Fratelli d'Italia ha riunito a Sansepolcro amministratori, esperti e categorie economiche. Tra i temi, promozione territoriale, nuove tecnologie e collaborazione tra comuni

Una strategia turistica capace di mettere in relazione i comuni della Valtiberina, valorizzare le attività economiche dei centri storici e sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Sono alcuni dei temi affrontati venerdì 30 ottobre a Sansepolcro, nella sala consiliare di Palazzo delle Laudi, durante l’incontro “Valorizzare l’Italia”, promosso dal Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Toscana.

L’appuntamento, organizzato assieme alla locale sezione di FdI, ha riunito rappresentanti politici, amministratori del territorio, esperti e categorie economiche per discutere delle prospettive del turismo nei piccoli centri e nelle aree interne. Ad aprire i lavori sono stati la senatrice Simona Petrucci, il consigliere regionale Gabriele Veneri, Francesco Palmigiani, responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia, la consigliera comunale di Sansepolcro Laura Chieli e Alessio Mattesini, segretario provinciale di Fratelli d’Italia ad Arezzo. Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi è intervenuto attraverso un videomessaggio.

Una strategia comune per la Valtiberina

Il tema della collaborazione tra territori è stato introdotto da Laura Chieli, che ha sottolineato le caratteristiche della Valtiberina, area di confine tra Toscana e Umbria nella quale i legami storici, culturali ed economici vanno oltre le suddivisioni amministrative.

«Dobbiamo ragionare su un sistema unico di destinazione turistica», ha osservato, indicando nella collaborazione tra amministrazioni uno degli strumenti per rendere più riconoscibile il territorio. L’obiettivo è costruire un’offerta capace di collegare i diversi borghi e dialogare anche con la città di Arezzo, favorendo una permanenza più lunga dei visitatori e una distribuzione dei flussi durante l’anno.

Chieli ha quindi invitato gli amministratori a concentrarsi su tre aspetti: «Qual è l’identità del vostro territorio, quali sono le difficoltà che incontrate nello sviluppo turistico e quale proposta vorreste portare all’attenzione della Regione o del Governo?». Un’impostazione orientata a raccogliere esigenze e proposte concrete, piuttosto che limitarsi a una presentazione delle attrattive locali.

Anche la senatrice Simona Petrucci ha insistito sulla necessità di superare la dimensione del singolo comune. «Un piccolo territorio, da solo, può avere difficoltà a far arrivare le proprie richieste a livello nazionale. Se invece riusciamo a mettere insieme le esigenze delle amministrazioni e a costruire un documento condiviso, possiamo dare maggiore forza alle proposte», ha spiegato, richiamando le potenzialità turistiche dei borghi e delle aree meno frequentate rispetto alle destinazioni tradizionali.

Centri storici e artigianato come risorsa turistica

Il consigliere regionale Gabriele Veneri ha posto l’attenzione sul rapporto tra turismo ed economia locale, soffermandosi in particolare sulle difficoltà dei centri storici. «Quando attraversiamo i nostri borghi vediamo tanti cartelli con scritto vendesi o affittasi. Dobbiamo trovare il modo di riportare attività dentro questi spazi», ha osservato, proponendo di puntare anche sull’artigianato e sulle esperienze legate alle lavorazioni tradizionali.

«Il turista non deve soltanto comprare un prodotto, ma può vedere come viene realizzato, conoscere il lavoro che c’è dietro e vivere un’esperienza», ha aggiunto Veneri. Una prospettiva che affianca alla promozione del patrimonio artistico e paesaggistico quella delle produzioni locali, con possibili ricadute anche sulla riqualificazione commerciale dei centri abitati.

Nel confronto è emersa inoltre la necessità di ragionare su un’offerta più ampia, capace di collegare la Valtiberina con gli altri territori della provincia di Arezzo, dal Casentino al capoluogo, valorizzando itinerari e interessi comuni.

Come cambia il modo di scegliere una destinazione

Alle nuove tecnologie è stato dedicato l’intervento di Edoardo Dal Negro, amministratore delegato di Blinkup, società che collabora con Expedia Group Advertising per campagne di promozione turistica. «Il percorso del viaggiatore non è più lineare», ha spiegato Dal Negro, illustrando come la scelta di una destinazione passi oggi attraverso numerosi contatti con contenuti digitali, social network, motori di ricerca e strumenti basati sull’intelligenza artificiale.

Secondo i dati presentati, il 68% dei comuni turistici italiani è costituito da piccoli centri, che tuttavia raccolgono circa il 20% dei pernottamenti complessivi. Numeri utilizzati per evidenziare le difficoltà delle destinazioni minori nel competere sul mercato turistico. «Non basta più essere una bella destinazione: bisogna riuscire a farsi trovare nel momento in cui il viaggiatore cerca ispirazione e organizza il proprio viaggio», è il concetto sviluppato durante la presentazione, che ha affrontato anche le possibilità offerte da campagne digitali rivolte a mercati specifici.

Dal Negro ha illustrato strumenti di simulazione degli investimenti promozionali e alcuni esempi di campagne realizzate per destinazioni italiane. Particolare attenzione è stata riservata alla possibilità di presentare più comuni sotto un’identità territoriale condivisa, aumentando la riconoscibilità dell’offerta anche nei nuovi sistemi di ricerca e suggerimento delle destinazioni.

Il rapporto con Arezzo e le prospettive future

Un ulteriore contributo è arrivato dal sindaco di Arezzo Marcello Comanducci, che ha ripercorso l’esperienza della Fondazione Intour e illustrato la necessità di affiancare alla promozione turistica la commercializzazione di prodotti e servizi.

«Non possiamo limitarci a promuovere una destinazione: dobbiamo anche costruire prodotti turistici che possano essere acquistati», ha sostenuto Comanducci, anticipando il progetto di una Destination Management Company, previsto per il 2027 e pensato per coinvolgere potenzialmente anche gli altri comuni della provincia, compresi quelli della Valtiberina.

Un’impostazione che si inserisce nel più ampio ragionamento sulla costruzione di un’offerta turistica capace di collegare le diverse località, superando una promozione concentrata esclusivamente sui singoli territori. Il rapporto con Arezzo e le possibili sinergie tra il capoluogo e i comuni della vallata rappresentano, in questa prospettiva, uno degli aspetti da approfondire.

La giornata è quindi proseguita con una fase dedicata all’ascolto delle istanze degli amministratori locali, chiamati a confrontarsi sulle caratteristiche, sulle criticità e sulle opportunità di sviluppo turistico dei rispettivi comuni. A seguire, la tavola rotonda sui sistemi turistici di destinazione ha allargato il confronto al mondo delle associazioni di categoria, delle fondazioni e degli enti di promozione territoriale, con la presenza in sala consiliare di rappresentanti e operatori del settore.

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