Dai parlamentari fino ai consiglieri comunali, passando per sindaci ed esponenti regionali. Tutti i rappresentanti istituzionali umbri sulle barricate, dopo la decisione da parte di alcune scuole della vicina Sansepolcro, di non far entrare i ragazzi provenienti dalla Provincia di Perugia.
L’onorevole Riccardo Augusto Marchetti, esponente della Lega, ha dopo aver definito l’intera vicenda come «vergognosa e insensata discriminazione» ha spiegato che « come Lega
ci siamo già attivati per avere le dovute spiegazioni in merito a questa triste vicende e riteniamo opportuno un immediato passo indietro».
Valerio Mancini, consigliere regionale della Lega, parla di «decisione scandalosa», mentre Michele Bettarelli, esponete del Pd a Palazzo Cesaroni, ha commenta la «notizia circolata nella tarda serata di ieri sul divieto d’ingresso agli istituti scolastici toscani per gli studenti umbri» che «ha scosso un’intera
comunità».
Il sindaco tifernate, Luciano Bacchetta, ha dichiarato che «La comunicazione del Liceo Città di Piero di Sansepolcro agli studenti umbri che dovranno seguire le lezioni nella modalità della didattica a distanza e che sarà impossibilitato loro l’accesso alla didattica in presenza, perché la provincia di Perugia è zona rossa, non è giusta sul piano morale e sostanziale, ma desta quanto meno forti perplessità anche dal punto di vista giuridico, per cui i sindaci di Città di Castello, San Giustino e Citerna si sono già attivati con la Prefettura di Perugia perché prenda contatto con la Prefettura di Arezzo». I primi cittadini di San Giustino, Citerna e Monte Santa Maria Tiberina, rispettivamente Paolo Fratini, Enea Paladino e Letizia Michelini, ha evidenziato come «La gravità dei provvedimenti di ieri sera, tralasciando la forma, è soprattutto nel metodo, nel messaggio dato e nella confusione creata tra la popolazione studentesca e le relative famiglie. Misure ulteriormente restrittive rispetto alla legge vigente, possono solo essere prese dai Governatori di Regione o dai Sindaci, possibilmente in accordo tra di loro. Male hanno fatto i Presidi, forse mal consigliati, a prendere misure inadeguate e del tutto inutili, visto lo scambio continuo tra studenti, insegnanti e lavoratori tra i comuni confinanti delle due regioni, assestando un ulteriore colpo al diritto allo studio, già fortemente compromesso e compresso a causa di questa emergenza».
Numerosi anche gli interventi, con interrogazioni o interpellanze, di consiglieri comunali dei territori toccati da questa vicenda.





