Pieve Santo Stefano: una pianta per far crescere la pace a scuola

Messo a dimora l’Hibaku Jumoku tornato a germogliare dopo le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki

“Piantiamola: quando la pace cresce a scuola” è il titolo dell’evento che ha avuto luogo la mattina di giovedì 23 ottobre nel giardino della sede centrale dell’istituto omnicomprensivo “Fanfani-Camaiti” a Pieve Santo Stefano. Tutto è nato e cresciuto attorno a una specifica occasione: la messa a dimora, nel giardino tra l’istituto forestale e agrario e il convitto, di un Hibaku Jumoku, vale a dire di una pianta “esposta alla bomba atomica”, nata proprio dai semi delle piante che nel 1945 furono esposte all’esplosione delle atomiche di Hiroshima e Nagasaki e, contro ogni previsione, dopo meno di un anno riuscirono a emettere nuovi germogli, tornando così alla vita. Una pianta, dunque, simbolo di pace e resilienza, nonostante la devastazione portata dalla guerra.

“La nostra scuola – ha detto il dirigente Giuseppe De Iasi – è diventata destinataria di una di queste piante grazie al progetto di diffusione curato da Pefc Italia, nella persona del segretario generale Antonio Brunori, con Hiroshima Green Legacy, nella persona di Tiziana Volta Cormio. Nel nostro caso si tratta di un esemplare di Bagolaro Cinese (Celtis sinensis variante japonica). La tensostruttura allestita in giardino ha ospitato le nostre classi e i docenti accompagnatori, oltre a numerosi invitati tra cui le autorità civili, militari e religiose provinciali e regionali”. Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, è intervenuto in videoconferenza. Moderato da Adriana Ricca, l’incontro si è aperto con il saluto del dirigente del “Fanfani-Camaiti”, che ha voluto ricordare il ruolo fondamentale della scuola come concreto strumento di pace. Il professor De Iasi ha poi ringraziato tutti gli intervenuti e il personale e gli studenti dei vari ordini e gradi dell’Istituto per il contributo dato all’organizzazione dell’evento.

Alla fine della mattinata è stato inaugurato il nuovo laboratorio della scuola, il birrificio didattico. Dopo il taglio del nastro, la degustazione della prima birra realizzata e, quale degno coronamento, l’ottimo buffet realizzato, allestito e servito dalle classi dell’alberghiero di Caprese Michelangelo, seguite dalle docenti Sonia Caminati e Beatrice Loddi. L’Hibaku Jumoku è una delle 36 specie resistite alla tremenda esplosione di 80 anni fa, coltivate nell’orto botanico di Perugia e poi consegnate alle organizzazioni che si sono distinte per le attività in favore della pace. Due i grandi messaggi che contiene: l’attenzione verso i pericoli della guerra e verso nuove esplosioni nucleari e la capacità e la forza della natura, che porta un messaggio di pace e di resilienza.

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