All’alba, Piazza Baldaccio si trasforma in una linea di partenza. Gazzelle lucenti e calzettoni di lana svettano nella luce del mattino e restituiscono al presente un’immagine del ciclismo che sembrava appartenere soltanto alle foto in bianco e nero. Poi le note dell’Inno d’Italia, eseguito dalla Filarmonica Pietro Mascagni, e il via: comincia l’Intrepida.
Domenica 18 ottobre la cicloturistica d’epoca ha celebrato la quattordicesima edizione, richiamando circa mille partecipanti da tutta Italia e dall’estero. Non una corsa contro il cronometro, ma un viaggio tra paesaggio, memoria e passione sportiva. Qui la bicicletta è il filo che lega la cultura materiale del ciclismo alla scoperta della Valtiberina, in un appuntamento che anima il borgo e richiama visitatori anche nel cuore dell’autunno.
“Mille partecipanti, mille intrepidi. Mille, non più di mille – commenta Fabrizio Graziotti, presidente dell’Intrepida, con la gioia di dirigere una corsa che ha ormai superato i confini nazionali –. Da tutta Italia e non solo: abbiamo partecipanti anche da molti Paesi esteri. Sono sedici le nazioni che partono da qua, quindi abbiamo allargato il nostro parco partecipanti nel mondo”.






Tre le distanze proposte: 42, 85 e 110 chilometri. Itinerari differenti per lunghezza e impegno, accomunati da una rete di ristori che accompagna i ciclisti lungo il percorso. Nove complessivamente le soste previste. La strada diventa così un’occasione per incontrare il territorio, attraversarne i paesaggi e assaporarne le tradizioni, prima del pranzo conclusivo alle scuole elementari, con i bringoli e i prodotti locali. Tantissime le tappe locali, tra cui il Castello di Sorci, il Ponte alla Piera e il Castello della Barbolana.
L’atmosfera vintage non si ferma agli abiti e alle biciclette che sfilano per le strade. Tra gli spazi della manifestazione trovano posto anche commercianti specializzati nel mondo delle due ruote, con ricambi, accessori, manubri, raggi e catene. Un mercato dedicato a chi cerca componenti per restaurare biciclette d’epoca e riportarle in strada, preservando un patrimonio tecnico nel quale ogni dettaglio racconta l’evoluzione del ciclismo. Perché una bicicletta storica non è soltanto un oggetto da esporre: è una macchina da rimettere in movimento.
Il programma si è esteso anche oltre i percorsi ciclistici, con una passeggiata guidata attraverso le vie di Anghiari, accompagnata dall’assessora comunale Ilaria Lorenzini. Un itinerario per scoprire il borgo a piedi, soffermandosi sulle sue architetture e sui suoi scorci, mentre la cicloturistica attraversava il territorio circostante.




A raccontare l’andamento della giornata, tappa dopo tappa, è stato ancora una volta Daniele Gigli, giornalista e speaker locale, confermato come la voce dell’Intrepida. Seguendo i partecipanti lungo il percorso, Gigli ne commenta le diverse fasi, mantenendo vivo il filo del racconto anche quando i ciclisti si allontanavano dalla piazza.
Sport, cultura, gastronomia e passione per le biciclette storiche compongono così l’identità di una manifestazione che, iniziata nel 2013, continua a richiamare un pubblico eterogeneo e a valorizzare Anghiari nella stagione autunnale. Quando le ruote si fermano e i partecipanti si ritrovano a tavola, resta il senso di una giornata nella quale il ciclismo si misura non soltanto in chilometri, ma anche nella capacità di tenere insieme storie, persone e tradizioni.





