Non ha voluto mancare benchè non potesse essere fisicamente presente: forza della tecnologia e dei nuovi media. Così Il vescovo diocesano, monsignor Domenico Cancian, ha voluto inviare un messaggio tanto inaspettato quanto carico di emozione alla messa per celebrare san Biagio, il patrono della gola e di chi usa cellulari e tablet.
«La comunicazione deve essere strumento per raccontare la verità, la pace e la concordia non per diffondere fake news ed odio» ha detto il vescovo con un vocale inviato su Whatapp a don Giorgio Mariotti al termine della celebrazione
Un appuntamento importante quello nella Chiesa di San Biagio a Nuvole, dove si unisce una memoria fatta di fede e di storia, con la tecnologia. Don Giorgio, nonostante le restrizioni per la pandemia da Covid, anche quest’anno ha fortemente voluto celebrare la funzione per san Biagio con la benedizione dei cellulari e dei social. E proprio di questi mezzi di comunicazione così diffusi e utili, si è servito don Giorgio per trasmettere la messa in diretta Facebook sulla pagina «Parrocchia di Nuvole», celebrata con la semplicità, in piena sicurezza secondo la normativa, quindi posti contingentati, presidi e distanziamento.
Con tanto di sorpresa finale: il vocale del vescovo Cancian, che attraverso un lungo messaggio vocale ha messo in evidenza come «la comunicazione umana dovrebbe servire a diffondere messaggi veri finalizzati alla fratellanza universale e a costruire la pace» un obiettivo che si realizza con «modi giusti e gentili senza toni alti e contrapponendoci l’un l’altro come sempre più spesso si vede». Il vescovo ha voluto sottolineare anche la grande importanza dei mezzi di comunicazione in questo periodo: «Ci permettono di superare le distanze, nonostante la pandemia ci obbliga a stare lontani», portando come esempi «i video messaggi alle persone malate o che sono ricoverate e senza la possibilità di avere contatti con i familiari e con i propri cari».









