Livio Sassolini: “La Zes non crei squilibri fra la parte umbra e quella toscana”

Il presidente di Cna Valtiberina analizza anche l’andamento dell’artigianato nel 2025, rilevando come si sia trascinato appresso le criticità del 2024

“Andamento in continuità con il 2024 e attenzione all’applicazione della zona economica speciale (Zes) in Umbria per non generare squilibri all’interno di una realtà omogenea, anche se divisa fra due regioni”. Livio Sassolini, presidente di Cna Valtiberina, analizza il 2025 dell’artigianato nel comprensorio, evidenziando un sostanziale rispetto del trend provinciale confermato anche dai dati. Con riferimento al 30 settembre, il totale delle aziende presenti nei sette Comuni è sceso in un anno da 3211 a 3196: un calo di 15, pari a -0,4% e nell’Aretino è globalmente -0,3%. Differenza in negativo a Sansepolcro (-19), Caprese Michelangelo (-8), Monterchi e Sestino (-1 ciascuna) e saldo positivo ad Anghiari con un buon +10, a Pieve Santo Stefano (+3) e a Badia Tedalda (+1). Il peso numerico percentuale in provincia della Valtiberina è appena sceso dal 9,11% al 9,09% di partite Iva.

“Le complessità e le criticità emerse in misura forte lo scorso anno, ovvero una domanda globale abbastanza debole e le incertezze sullo scenario internazionale – spiega Sassolini – sono andate avanti in continuità anche nel 2025, anno di conseguenza non particolarmente brillante. Mettiamoci poi anche il prezzo dell’oro, per cui le aziende hanno cercato di mantenere la presenza sul mercato e i propri addetti, ma questo ha inciso molto sulla liquidità. Tuttavia, il nostro territorio è anche capace di reagire e studia sempre percorsi di aggregazione, come ad esempio la creazione del distretto di economia civile fra i Comuni di entrambi i versanti e con l’insediamento del tavolo delle imprese attente a lavoro, ambiente e qualità dei prodotti realizzati. Di sicuro, comunque, le complessità rimangono”.

Ed ecco la questione Zes al centro dell’attenzione: “Intanto – premette – bisognerà capire se verrà applicata uniformemente in tutta l’Umbria o se qualche Comune rimarrà fuori dall’applicazione di agevolazioni che rischiano di creare un ulteriore dislivello competitivo fra territori contigui dal punto di vista sia abitativo che industriale: il caso classico è quello di Sansepolcro e San Giustino, che sono di fatto attaccate. Lo squilibrio si estenderebbe anche ai crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali da scontare nelle tasse. Ecco perché vogliamo che, nel caso, si tenga conto delle zone confinanti che potrebbero ritrovarsi in una condizione di svantaggio”.

Prospettive per il 2026 in Valtiberina? “Credo che questa situazione andrà avanti: tutte le attività produttive si dovranno gestire e rendersi conto del fatto che le difficoltà continueranno. Allo stesso tempo, è importante l’aspetto del credito: le banche devono garantire una liquidità costante alle imprese, perché questa può essere la prima criticità a presentarsi”.   

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