Energia e carburanti tornano a pesare sui conti delle piccole imprese. Dopo una fase di maggiore stabilità, Confartigianato Imprese Arezzo segnala una nuova risalita dei prezzi e richiama l’attenzione sugli effetti che i rincari possono avere sui margini aziendali, sugli investimenti e sulla competitività, proprio alla vigilia della ripresa produttiva di settembre.
Secondo i dati richiamati dall’associazione, negli ultimi quattro mesi i prezzi dell’energia in Italia sono cresciuti dell’11%, contro una media europea del 5,8%. A luglio, inoltre, l’Indice del Gas Italiano ha segnato un aumento del 12,6%, mentre il Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica è salito del 12,2%. In risalita anche il costo del gasolio. Una dinamica nazionale che riguarda da vicino anche il sistema delle piccole imprese aretine e valtiberine, particolarmente esposte all’andamento dei costi energetici e dei carburanti.
“Per le micro e piccole imprese energia elettrica e gas sono costi essenziali e ogni aumento incide direttamente sui margini aziendali, sulla capacità di investimento e sulla competitività”, sottolinea Giuseppe Nocentini, vicepresidente di Confartigianato Imprese Arezzo. L’associazione guarda con particolare attenzione alle prossime settimane, quando la ripresa delle attività dopo la pausa estiva potrebbe coincidere con nuove oscillazioni dei mercati.
Bollette più care, le contromisure delle imprese locali
Le testimonianze raccolte da Confartigianato restituiscono situazioni differenziate, ma con un elemento comune: il ritorno dell’energia tra le voci da monitorare con maggiore attenzione.
Per Grafiche Badiali, azienda particolarmente esposta ai consumi energetici, Francesco Fumagalli parla di rincari in bolletta che “sfiorano il 40%”. L’impresa aveva però installato già nel 2012 un impianto fotovoltaico da 70 kW, che oggi copre circa la metà del fabbisogno energetico.
Alla luce dei nuovi aumenti, l’azienda sta valutando un intervento di revamping che permetterebbe di portare la potenza a 110 kW senza ampliare la superficie occupata dai pannelli. “Un impianto più moderno farebbe salire la produzione di energia del 30%”, spiega Fumagalli, che richiama anche gli investimenti effettuati negli anni per sostituire i macchinari con soluzioni più efficienti.
Un altro caso è quello di Sicurgas. Andrea Del Toro segnala un aumento delle bollette nell’ordine del 20-25%, che ha spinto l’impresa a ridurre gli orari di accensione degli impianti e ad adottare sistemi di domotica per controllare le temperature degli uffici.
Per l’azienda pesa anche il capitolo carburanti: una flotta di circa venti mezzi in movimento ogni giorno rende il costo alla pompa una componente significativa della gestione e porta a valutare con maggiore attenzione anche l’organizzazione degli spostamenti.
C&L Verniciatura indica invece incrementi mensili dei costi energetici tra il 20 e il 30%. Il titolare Gianni Cincinelli sottolinea tuttavia una differenza rispetto alla crisi energetica di quattro anni fa: gli aumenti sono significativi, ma i livelli rimangono per ora lontani dai picchi raggiunti allora.
“Situazione in monitoraggio costante”
Nel report diffuso oggi, Confartigianato conferma il proprio impegno a seguire con particolare attenzione l’evoluzione dei mercati energetici attraverso il Consorzio Multienergia, che supporta le imprese nell’analisi delle forniture e nell’individuazione delle soluzioni più vantaggiose. “Invitiamo tutte le aziende – conclude Nocentini – a verificare con attenzione le proprie bollette e le condizioni contrattuali applicate dai fornitori, valutando con prudenza le proposte commerciali che arrivano telefonicamente o tramite e-mail: dietro offerte apparentemente vantaggiose possono nascondersi modifiche contrattuali poco trasparenti o vere e proprie truffe. Affidarsi a professionisti nella lettura delle bollette e nella valutazione delle offerte è oggi uno strumento di tutela fondamentale”.





