“Un match dove non possono esistere vincitori”. Andrea Franceschetti commenta così il titolo del suo ultimo lavoro letterario Ieri vs Oggi. L’opera è stata presentata per la prima volta mercoledì 27 agosto alle 21.30 in Piazza IV novembre ad Anghiari, con il patrocinio della biblioteca e del Comune.
Scritto su due colonne, come le generazioni di cui parla, il libro racconta i modi di pensare, agire, vivere che si confrontano in una serie di prove e paragoni, i quali evidenziano quanto il mondo intorno a noi sia cambiato, ma forse qualcosa nel profondo delle persone sia rimasto sempre uguale. L’opera è preceduta e arricchita dalla prefazione dell’attrice cinematografica Valentina Lodovini, nobile ex studentessa del Liceo di Sansepolcro e amica di Franceschetti, la quale ha scritto:
“Leggere Ieri vs Oggi è stato per me come tornare a casa, mi sono persa nel ricordo di me, adolescente, che respira per i suoni e i colori del borgo. Questo non solo perché conosco Andrea da sempre, ma anche perché il suo è un libro sul cambiamento e il cambiamento riguarda tutti”.
Il libro, edito da Fuorionda, risponde a un’idea nata sui banchi di scuola grazie al confronto quotidiano con gli studenti. Franceschetti, docente di lingua e letteratura italiana e latina al liceo “Città di Piero” di Sansepolcro, si è posto come obiettivo quello di tentare di erodere il divario che separa i professori dagli alunni.
“Volevo scrivere un libro su due colonne perché ho imparato la soluzione Word per farlo e volevo sfruttarla (*ride*). Per questo motivo ho messo sulla sinistra “ieri” e sulla destra “oggi” e ho provato a confrontare quando ero giovane io e quando sono giovani coloro che mi stanno davanti ogni mattina a scuola. Ogni mattina bisogna colmare il gap con coloro che appartengono a una generazione diversa. Lo sviluppo tecnologico ha amplificato questo gap e per questo motivo bisogna essere svegli e andare a indagare il nostro passato, per capire cosa può essere ancora messo a servizio del nostro presente. Tecnologico non vuol dire pericoloso, ma bisogna saperlo gestire”.
Le differenze che separano la contemporaneità dai tempi che furono sono tantissime e il cambiamento ha avuto una crescita esponenziale: gli ultimi 20 anni hanno visto, sia da un punto di vista tecnologico che sociale, avvenire delle trasformazioni che una volta avrebbero richiesto secoli. Quando gli si chiede quale sia il cambiamento più radicale, Franceschetti non ha dubbi:
“La voragine è rappresentata dalla dematerializzazione dell’appropriazione culturale. Noi eravamo abituati ad andare a scuola con un elastico che stringeva quattro libri che avevano un loro profumo, la loro polvere e la capacità d’ingiallirsi. I ragazzi possono venire a scuola anche senza la necessità di un diario personale, perché tanto oggi c’è il registro elettronico, e anche senza il libro, perché c’è l’ebook. Perfino in classe non ci sono più i gessi, le cimose, perché abbiamo la lavagna multimediale. Credo che il gap più grande da colmare nel quale trovare un punto d’incontro sia questo qui. Ecco perché ogni anno ai miei ragazzi faccio prendere il libro di testo, glielo faccio aprire e annusare per 5 minuti. 300 secondi netti!”.
Il cambiamento, come si diceva prima, non ha un valore morale. Non c’è meglio o peggio tra passato e presente:
“Mi sono divertito a mettere quel “versus” alla latina, come uno scontro per stimolare la curiosità, ma non è uno scontro dal quale debba emergere un vincitore. Quando appartenevo ai giovani di ieri pensavo di essere il vincitore, insieme ai miei coetanei, rispetto alla generazione di mio padre, poi mi sono ritrovato a sfruttare quanto mio padre mi ha trasmesso. I nostro ragazzi di oggi non si trovano in una posizione di svantaggio, dico che bisogna trovare un equilibrio. Vorrei che questo ‘ieri vs oggi’ si trasformasse in uno ‘ieri mescolato a oggi’”.
L’incomunicabilità tra giovani e anziani è un tema antico che le nuove tecnologie hanno acuito e reso vero come mai prima. Per i più grandi mettersi nella mente e nei panni dei ragazzi e delle ragazze è sempre più difficile perché non vogliono abbandonare il proprio punto di vista.
“La difficoltà sta nell’incapacità di assumere un punto di vista diverso rispetto al mondo – spiega Franceschetti -. Anche io guardavo le ciabatte di mio padre indossate coi calzini e mi vergognavo di andare a spasso con lui al mare, cosa che adesso vedo fare a un sacco di giovani. Se io guardo il mondo, le ciabatte, i calzini dal loro punto di vista, li apprezzo. Secondo me la chiave sta nell’acquisizione di più punti di vista sul mondo”.
Ieri vs Oggi è il nono e ultimo lavoro di una lunga produzione letteraria cominciata da Franceschetti nel 2013 con il volume Grammatica e canzoni, dedicato all’analisi del testo delle grandi canzoni in lingua italiana. Da allora gli esperimenti e i passi avanti, tra caratteri e parole, sono stati tanti:
“Quello che ho scritto è un libro che rappresenta sì una forma di narrazione, che si confonde col romanzo autobiografico, ma sonda gli orizzonti della sociologia, dell’antropologia, che sono versanti che non avevo mai affrontato. La liaison con gli altri libri è sempre quella di affrontare dei macrotemi sul filo dell’ironia”.
Umberto Eco parlava del “lettore modello”, ossia la figura ideale per cui si immagina di scrivere un’opera. Questo concetto è comune a molti autori ma Andrea, su chi sia il suo lettore, non ha dubbi:
“Non è ambizione spropositata, ma quando mi metto a scrivere cerco di comunicare con il ragazzo che ho davanti in classe e fa la prima, la ragazza di quinta, il genitore che viene ai colloqui dopo una giornata in fabbrica. Io adatto la mia scrittura alle persone meravigliose che ho la fortuna di incontrare ogni giorno”.
Infine, lo strumento con cui far scorrere le pagine è quello dell’ironia, come spiega lo stesso autore nel libro al termine della Premessa: “Se da qui fino alla fine farò ricorso alla facile ironia, all’amarezza del sarcasmo, al moralismo della satira, mi perdonerete: è per farmi prendere sul serio che sono costretto a fare il comico”.





