Quale futuro per Villa Montesca e, soprattutto, quale possibilità di restituire almeno parte del complesso alla fruizione pubblica? Il tema è tornato in Consiglio comunale a Città di Castello, dove l’amministrazione ha annunciato di aver avviato contatti con la Regione Umbria, proprietaria della villa, per organizzare un tavolo istituzionale dedicato alla sua valorizzazione.
A fornire l’aggiornamento è stato il vicesindaco Giuseppe Bernicchi, rispondendo a un’interrogazione del capogruppo del Partito Democratico Gionata Gatticchi. Dal confronto è emerso anche che già a settembre il Comune aveva chiesto alla Regione una relazione scritta sul futuro del complesso: un documento che Palazzo comunale sta ancora aspettando.
La questione riguarda uno dei luoghi di maggiore rilievo storico e culturale del territorio tifernate. Villa Montesca è legata all’esperienza di Alice e Leopoldo Franchetti e alla sperimentazione educativa di Maria Montessori, che proprio alla Montesca tenne nel 1909 il primo corso nel quale illustrò il proprio metodo agli insegnanti. Una storia che attribuisce al complesso un valore che supera i confini locali e che negli anni ha alimentato il dibattito sulle modalità della sua conservazione e del suo utilizzo.
È proprio sulla possibilità di rendere maggiormente accessibile questo patrimonio che si è concentrata l’interrogazione di Gatticchi. Il capogruppo PD ha richiamato gli interventi di riqualificazione che hanno interessato il complesso, compreso quello relativo all’ex foresteria e alla scuola attraverso un bando di Sviluppumbria, sostenendo però che il recupero degli immobili debba essere accompagnato da una riflessione sulla loro funzione.
“Il recupero immobiliare, pur importante, non basta”, ha osservato Gatticchi, chiedendo al Comune di assumere un ruolo attivo nel confronto con gli altri soggetti coinvolti. Tra le possibilità indicate c’è quella di arrivare a un protocollo istituzionale che consenta almeno in determinate giornate l’apertura al pubblico di alcuni spazi della villa, mantenendone la vocazione culturale, educativa e sociale.
La proprietà del complesso è della Regione Umbria, mentre nel percorso di valorizzazione è coinvolta anche la Fondazione Villa Montesca. Da qui la richiesta di costruire un confronto tra i diversi soggetti, con il Comune chiamato da Gatticchi a rappresentare le esigenze del territorio nel quale il bene si trova.
Una prospettiva sulla quale Bernicchi ha manifestato disponibilità, spiegando che le interlocuzioni con la Regione sono già iniziate. “Abbiamo preso contatti con la Regione Umbria per organizzare un tavolo istituzionale sul futuro di Villa Montesca”, ha riferito il vicesindaco. Prima del confronto, però, Palazzo comunale attende ulteriori elementi dalla stessa amministrazione regionale: “A settembre abbiamo chiesto alla Regione una relazione scritta sul futuro di Villa Montesca che stiamo ancora aspettando, ma che siamo fiduciosi di ricevere quanto prima”.
Non c’è dunque, al momento, un nuovo progetto definito né un calendario di aperture della villa. Sul tavolo c’è invece la volontà espressa dal Comune di avviare un confronto con la Regione e la proposta, avanzata in Consiglio, di individuare forme che permettano una maggiore fruizione pubblica del complesso.





