LEGA NORD A SOSTEGNO DEI RISPARMIATORI TIFERNATI VITTIME DEL DECRETO SALVA BANCHE

Anche la Lega Nord di Città di Castello , come in tutta Italia, è scesa in piazza per manifestare contro il decreto Salva Banche e soprattutto per schierarsi a fianco dei cittadini depauperati dei propri risparmi. Una rappresentanza dei sostenitori leghisti tifernati si sono dati appuntamento davanti alle filiali locali di Banca Marche e Banca Etruria nella convinzione che chi ha bruciato miliardi di euro debba pagare personalmente. “Abbiamo deciso di scendere in piazza – afferma il Consigliere Regionale Valerio Mancini – a sostegno dei nostri concittadini, truffati da un decreto che, dalla sera alla mattina, ha cancellato i risparmi di una vita a numerose famiglie: si parla di circa 30 milioni di euro. In Regione, come partito ci siamo già mossi, convocando per primi, i delegati di Banca d’Italia, presto lo faremo anche con le rappresentanze sindacali del comparto Bancario e dei Consumatori. Vogliamo vederci chiaro e riteniamo che i responsabili debbano pagare uno ad uno. Ciò che è successo è vergognoso – conclude Macinini – pretendiamo il rimborso totale degli investimenti, non speculativi ovvio, ma di quelli che sono stati illustrati come forme sicure di risparmio, così come ci hanno prontamente spiegato anche rappresentanti del Comitato Vittime del Salva Banche, Adusbef e Feder Consumatori, presenti al nostro presidio. Il gruppo Lega Nord è stato il primo a muoversi anche a Città di Castello scendendo in piazza, mobilitandosi, ascoltando i cittadini e cercando soluzioni . Come partito – continua l’esponente del Carroccio- vogliamo che il Governo Renzi restituisca fino all’ultimo centesimo i soldi ai correntisti, chiediamo un’azione politica seria e concreta come potrebbe essere un nuovo decreto che ridia fiducia ai risparmiatori, risarcendoli immediatamente. Purtroppo il Premier e la sua prediletta, ancora una volta, hanno dimostrano di essere vicino ai banchieri piuttosto che ai cittadini. Se siamo qui oggi è per interrompere questa catena perversa di potere in capo al PD che, con il decreto Salva Banche, ha scaricato le sue responsabilità in parte anche sui dipendenti delle banche interessate, a loro volta ignari e mettendoli in serie difficoltà occultando importanti informazioni per svolgere con integrità il proprio compito. Vogliamo – conclude Mancini – che i responsabili paghino”.

 

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